Vivere d’arte
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Vivere d’arte

Dopo mesi in cui ci siamo abituati a vedere attraverso gli schermi dei computer o della tv, è il momento di vivere l’arte. In una Milano che saluta l’estate e accoglie l’autunno un genio eclettico, una fotografa libertina e un popolo dalla storia millenaria ci insegnano l’arte.
Data
03.09.2021

In questi mesi è mancato molto il mondo dell’arte. Ci siamo adattati a goderne attraverso gli schermi dei nostri computer o della televisione. Finalmente però è di nuovo possibile ammirare e vivere le opere.

La città che insegna                                                              

Milano non si ferma mai, nemmeno durante i mesi più caldi. È una città pulsante e che riesce a reinventarsi creando tendenza e inaugurando mostre e iniziative uniche. Si lavora tanto, ma ci si diverte anche. Per una pausa pranzo istruttiva e rigenerante post-vacanze, per rilassarsi dopo ore di lavoro stressanti e impegnative, oppure ancora, perché semplicemente ci si trova in città, la migliore decisione è visitare una mostra. Nutrire l’anima con opere e pensieri reali, emozionanti e coinvolgenti, fa sentire bene.

Breath Ghosts Blind - HangarBicocca

La verità sull’artista Maurizio Cattelan esiste, ma è sotterrata da strati di parole, opinioni, massime e idee che negli anni sono state dette e scritte su di lui. Addirittura il modo in cui si parla di Cattelan è una sua opera d’arte indiretta e in fieri. Si tratta di una valanga di informazioni e concetti palleggiati da critici, galleristi, opinionisti e giornalisti che sviluppandosi diventano un’onda anomala. Questa non fa altro che alimentarsi di pettegolezzi e falsità intrecciate a verità. Ma Cattelan non desidera altro.

Cattelan ha concepito un progetto espositivo specifico per gli spazi dell’Hangar che offre una una rappresentazione simbolica del ciclo della vita. La mostra si sviluppa in una sequenza di atti distinti che affrontano temi e concetti esistenziali come la fragilità della vita, la memoria e il senso di perdita individuale e comunitario, mettendo anche in discussione l’attuale sistema di valori. Cattelan è sicuramente uno degli artisti contemporanei più noti al mondo, non solo per le sue opere che sottolineano i paradossi della società e invitano a riflettere su scenari politici e culturali con grande profondità, ma soprattutto per il suo essere definibile filosoficamente artistico.

La mostra, visitabile fino al 20 febbraio 2022, si svolgerà su prenotazione obbligatoria.

Tina Modotti. Donne, Messico e Libertà - Mudec

Tra le più grandi interpreti femminili dellavanguardia artistica del secolo scorso, Tina Modotti, la cui arte è indissolubilmente legata allimpegno sociale, rimane un simbolo di emancipazione femminile e moderna. Ha manifestato la sua idea di libertà attraverso la fotografia e l’impegno civile, diventando icona del Paese che la accoglieva, ma trascendendo ben presto i confini del Messico per essere riconosciuta sulla scena artistica mondiale.

Questa retrospettiva racconta il suo spirito libero e anticonformista.

In esposizione un centinaio di fotografie, stampe originali ai sali d'argento degli anni Settanta realizzate a partire dai negativi di Tina, che Vittorio Vidali ha consegnato al fotografo Riccardo Toffoletti, il quale è stato protagonista della sua riscoperta. Inoltre lettere, documenti conservati dalla sorella Jolanda e video garantiscono un racconto affascinante che avvicina il pubblico a questo spirito libero, che ha attraversato miseria e fama, arte e impegno politico e sociale, arresti e persecuzioni, ma che ha anche suscitato un’ammirazione sconfinata per il suo pensiero di libertà. La mostra è visitabile fino al 7 novembre.

Sotto il cielo di Nut - Civico Museo Archeologico

La molteplicità degli dèi e delle loro forme nell’arte e nella spiritualità dell’antico Egitto è uno degli aspetti più caratteristici di questa civiltà millenaria. L’esistenza di tante figure divine, ha suscitato fin dall’antichità ammirazione nei confronti degli abitanti della valle del Nilo, considerati particolarmente devoti e in possesso di un sapere occulto. La spiritualità egizia, non sarebbe che il riflesso di una cultura primitiva, idolatra, dominata dal timore verso le forze naturali. Cosa si nasconde dietro questa incredibile ricchezza di immagini che ci attraggono ancora oggi, non solo per la loro indubbia eleganza formale?

L’unico modo per rispondere a tale quesito è cercare di entrare nell’universo spirituale e concettuale di questa civiltà, che ha elaborato in modo originale una propria visione del cosmo e del ruolo che in esso è riservato tanto all’uomo quanto agli dèi. Questa visione è stata instancabilmente tradotta nelle forme reputate più consone per esprimere ciò che non è né visibile né rappresentabile: il divino e ciò che c’è al di là della morte.

Il percorso espositivo, che si articola in quattro sezioni - Origine degli dèi e del cosmo, Forme degli dèi, Comunicare con gli dèi: la devozione, Diventare esseri divini - conta più di 150 opere esposte e consente di entrare nel mondo del divino in Egitto attraverso sculture in bronzo, rilievi votivi, sarcofagi, mummie ed elementi del corredo funerario che accompagnava il defunto nell’Aldilà. La mostra è visitabile fino a gennaio 2022.

Un genio eclettico, una fotografa libertina e un popolo dalla storia millenaria ci coccolano e ci insegnano l’arte in una Milano che saluta l’estate e accoglie l’autunno.

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