Make art not war. Obey, lo street artist in mostra a Firenze
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Make art not war. Obey, lo street artist in mostra a Firenze

Tanti sono gli eventi dietro l’angolo, oggi ne abbiamo selezionato uno davvero interessante per te: “Make art not war”, la mostra sullo street artist OBEY. Donna, pace, ambiente e cultura i temi dell’esposizione a Firenze, Palazzo Medici Riccardi.

Data
30.08.2019

Obey: un’icona internazionale nata per le strade

Frank Shepard Fairy nasce nel 1970 nella Carolina del sud. Il suo ingresso nell’universo artistico grazie all’iniziativa “Andre the Giant”.

Si trattò di una geniale intuizione artistica e un’impresa impegnativa quella di distribuire sui muri della città uno sticker riportante il volto di André the Giant: lo sguardo ipnotico del famoso wrestler accompagnato dalla scritta “OBEY” difficile da non notare per un passante.

Il messaggio fortissimo dietro l’opera è scuotere le persone dalla sottomissione ai bombardamenti dei messaggi, pubblicitari, musicali e politici, che ogni giorno inondano l’ambiente urbano.

Il punto su cui riflette è che nel presente si compra, si obbedisce ai messaggi in parte inconsciamente, mentre la propria capacità di scegliere si indebolisce sotto le fortissime influenze esterne dei mezzi di comunicazione.  

L’adesivo “OBEY” può assumere molteplici significati. È l’osservatore stesso, infatti, che ne definisce il senso attingendo al proprio vissuto, alla propria sensibilità. Shepard impone il suo mezzo come messaggio: OBEY è il gigante che sveglia le coscienze e rappresenta la volontà di far riflettere un mondo che obbedisce ai mezzi di comunicazione, senza sapere chi impera sui propri comportamenti.

La sticker Art

Fu nel vero senso della parola una piccola impresa anche in senso economico (dato che l’artista pagò di tasca propria l’affissione). Il primo fenomeno di sticker art, forma di street art, è proprio l’opera OBEY di Shepard e risale al 1989.

Con il suo elevato potenziale di diffusione e potendo contenere messaggi sociali, l’adesivo per l’artista acquista un enorme potere comunicativo: potrebbe essere definita una campagna, quasi un virus in grado di infettare, in questo caso in senso positivo, la coscienza delle persone.

L’artista dimostra come i messaggi a cui ognuno è sottoposto quotidianamente sono in grado di manipolare in qualche modo la mente per farle raggiungere un qualsiasi obiettivo.

L’aspra critica di Shepard si rivolge all’America. E le sue creazioni – ritratti grafici, semplici, dai colori innaturali e dai soggetti in pose statiche - rappresentano denunce contro la guerra, messaggi di sensibilizzazione alla cura e al rispetto dell’ambiente e della libertà.

Tra le opere più celebri di Frank Shepard Fairy, artista che ha avvicinato l’arte alla strada e quindi alla vita di tutti i giorni, è impossibile non annoverare “HOPE”, il celebre manifesto con il viso di Obama. L’opera, che lo ha posto sotto i riflettori del panorama internazionale, oggi si trova alla National Gallery Portrait degli Stati Uniti.

L’evento

Nella città della culla del Rinascimento approda “Make art not war”, la mostra di Frank Shepard Fairy. L’esposizione farà perno su quattro macrotemi che racchiudono i messaggi divulgati dall’artista durante la sua vita: la donna, l’ambiente, la pace e la cultura. Tra le opere esposte al palazzo Medici Riccardi si rivive la sensazione di addentrarsi tra le strade di una metropoli avvicinandosi al messaggio dell’artista. Un messaggio di pace, rispetto dell’ambiente che ci circonda e accoglie e una volontà di recuperare quei valori umani che dovrebbero essere assicurati al di là delle politiche del momento.

Per sapere di più visita il sito: http://bit.ly/ObeyMakeArtNotWar

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