A Milano la Pop Art di Roy Lichtenstein al Mudec
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A Milano la Pop Art di Roy Lichtenstein al Mudec

Tanti sono gli eventi dietro l’angolo, oggi ne abbiamo selezionato uno davvero interessante per te: fino all’8 settembre la Pop Art è al Mudec di Milano. La mostra “Multiple visions” di Roy Lichtenstein.  

Data
06.09.2019

Un grande della pop art

Il suo nome compare certamente nella lista dei più celebri esponenti della Pop Art, proprio affianco a quello del suo indiscusso re: Andy Wharol. Pur essendo solo una parte esigua della sua produzione artistica confinata solo a pochi anni della sua vita, la produzione di opere ispirate ai fumetti rappresenta l’elemento che ha reso l’artista celebre in tutto il mondo. Se il caposaldo della Pop Art è la volontà di recidere ogni possibile legame con il classicismo trasformando un mezzo espressivo comune, vicino a tutti nella quotidianità, in un’opera d’arte per stupire lo spettatore fino a far traballare le certezze consolidate dalla società e dalla storia. Per Roy questo elemento non è altro che il fumetto.

Le opere più famose dell’artista newyorkese ritraggono vere e proprie scene con tanto di ballon e onomatopee: momenti ordinari dei fumetti sublimati per diventare opere d’arte. Ed è proprio da questa volontà di idealizzare soggetti comuni che traspare il legame nascosto di Lichtenstein per il classicismo (anche se tale accostamento potrebbe sembrare piuttosto strano a prima vista).

Chi è Roy Lichtenstein e qual è il suo pensiero?

Il suo è un modo di dipingere che a colpo d’occhio parrebbe superficiale, mentre racchiude in sè un elevato livello di complessità: l’opera d’arte diventa meccanicamente riproducibile.

Lichtenstein con le sue opere propone una visione mediata della realtà comunicata al mondo attraverso una scansione, quasi come un filtro che decide quali informazioni far passare e quali no.

Non a caso è l’artista che con il suo pensiero ha maggiormente influenzato la comunicazione commerciale. Tuttora, il suo pensiero rivoluzionario, infatti, resta un’inesauribile fonte di ispirazione per il mondo pubblicitario. Per Roy è il ruolo stesso dell’artista che viene capovolto: l’arte diventa riproducibilità. L’immagine, bidimensionale e simile ad una stampa, può essere riprodotta seppure in numero limitato. L’intenzione di replicare l’opera è simbolicamente enfatizzata attraverso l’utilizzo dei Ben-Day dots, i puntini neri solitamente presenti nei fumetti americani stampati degli anni ’50.

I soggetti ritratti, infine, erano simbolici, veri e propri idoli: icone medioevali, fumetti e conquistatori del West.

La mostra

Fino all’8 settembre al Mudec di Milano è possibile ammirare “Multiple visions”, la mostra di Roy Lichtenstein (nato nel 1923 e morto nel 1997). Circa 100 opere – tra stampe, sculture ed arazzi – hanno il compito di raccontare la capacità dell’artista di ridare una nuova vita pop ad elementi e soggetti provenienti da epoche e culture così diverse tra loro: dalla nascita degli Stati Uniti agli indiani d’America, dalla cultura europea alla contemplazione dei paesaggi orientali. Tutte le culture amate dall’artista vengono organizzate in un percorso tematico che tocca le tappe della sua evoluzione professionale.

Infine, un video coinvolge il visitatore magistralmente nella illustrazione delle tecniche utilizzate dall’artista newyorkese: un grande precursore delle odierne tecniche di comunicazione.

Per saperne di più visita il sito: http://bit.ly/LichtensteinalMudec

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