La domenica come una volta
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La domenica come una volta

La domenica è un giorno particolare dedicato al riposo. Tuttavia da molti non è amata e viene vista come il preludio del lunedì. Ecco un po’ di consigli su come affrontarla. Come ci insegnano i nostri nonni, la domenica è preziosa e allora viviamola appieno!
Data
02.07.2021

La domenica è un giorno particolare. Il settimo giorno della settimana, festivo, dedicato al riposo e al culto presso i popoli cristiani. Talvolta però non è amato. Come mai?

La domenica di Leopardi

Leopardi nel suo “Il sabato del villaggio” scriveva: Or la squilla dà segno della festa che viene; Ed a quel suon diresti c he il cor si riconforta. E: E intanto riede alla sua parca mensa, f ischiando, il zappatore, e seco pensa al dì del suo riposo. E infine: Questo di sette è il più gradito giorno, p ien di speme e di gioia: Diman tristezza e noia. Godi, fanciullo mio; stato soave, s tagion lieta è cotesta. Altro dirti non vo'; ma la tua festa ch'anco tardi a venir non ti sia grave.

In questa celeberrima poesia ci troviamo in un piccolo borgo campagnolo verso il tardo pomeriggio di sabato. Sono tutti felici e pronti a godersi la festa domenicale. Infatti, quando possiamo proiettare il nostro piacere in una specie di ripetibilità infinita e indeterminata, proviamo gioia. È proprio l’attesa a regalare la sensazione gradevole. Il sabato quindi, di sette, è il giorno più amato mentre la domenica, che simboleggia il raggiungimento del desiderio, il giorno di riposo e la festa, paradossalmente è triste e noiosa.

Una metafora di vita, Leopardi conclude con una raccomandazione ai giovani: non siate tristi se la festa tarda ad arrivare, ma godete la vita, gioite, esultate, fate follie, voi che adesso potete. Domani penserete alla vostra realtà adulta, ma solo domani. Sarete forse disillusi e disincantati.  

Godersi il presente

La domenica andrebbe vissuta proprio con questa raccomandazione: senza pensare al lunedì, ma assaporando il giorno di festa.

Una volta, parliamo di circa cinquant’anni fa, o meglio dal dopoguerra agli anni ’80 a scemare, la domenica era sacra. Era la giornata in cui ci si faceva belli, si lavava la macchina e ai bimbi era permesso anche di schizzarsi. Era l’occasione per cucinare tutti insieme l’arrosto, il pasto più sontuoso. Si prendeva il caffè da parenti e amici e si portavano i pasticcini. Era l’occasione per andare a fare un picnic al fiume, al lago o al mare. Era il momento per i nipotini da dedicare ai nonni che incantavano con storie lontane. Era la giornata giusta per una gita fuori porta con tutta la famiglia.

Consigli

La domenica è tornata a essere un po’ il preludio del lunedì e - soprattutto dai giovani - per questo sprecata. Per distrarsi si elenca una lista infinita di programmi per poi rischiare di non sceglierne nemmeno uno perché è diventato tardi. Ogni tanto addirittura si lavora, per sentirsi meno carichi l’indomani. Oggi si parte spesso per il weekend e, se da un lato cambiar aria e scoprire nuovi posti purifica e arricchisce, dall’altro inevitabilmente accorcia il finesettimana perché la domenica diventa il giorno di rientro, di valigie, di viaggio e di ritorno a casa. Ma si può addolcire ogni cosa; perché non inserire una meta gastronomica sulla via del ritorno? Perché non organizzare una cena domenicale, una volta tornati a casa, con prelibatezze del luogo che si ha visitato?

Per chi rimane a casa consigli utili potrebbero essere i seguenti: riposarsi sì, ma non rischiare di dormire troppo altrimenti sembrerà di sprecare la giornata. Rendere il pranzo o la cena un momento speciale in compagnia di amici o parenti. Dedicarsi alla cucina e usare i classici mestoli di legno e grembiuli - utensili di solito sempre chiusi in un cassetto perché il tempo speso ai fornelli è poco -. Portare a correre il proprio cane ogni settimana in un luogo nuovo. Approfittare del tempo libero per visitare mostre e allestimenti, perché arricchiscono sempre lo spirito e aumentano gli argomenti di conversazione. Poi, come facevano una volta, è sempre divertente e appagante cercare di organizzare delle attività con i propri figli, ogni dovere diventa un gioco: dal lavaggio della macchina al giardinaggio.

Sarebbe davvero bello vivere la domenica proprio come una volta, come una giornata regalata, come una giornata vuota da poter riempire con ogni desiderio, come una giornata speciale.

La domenica è preziosa i nostri nonni ce lo insegnano, e allora viviamola appieno con animo allegro perché per dirla con le parole di Lorenzo de Medici: Chi vuol esser lieto, sia, del domani non v’è certezza.

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