L’autunno a Panarea: un viaggio sensoriale
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L’autunno a Panarea: un viaggio sensoriale

L’autunno è una stagione magica e concedersi una pausa è un regalo per anima e corpo. Visitare un paradiso naturale come Panarea ti permetterà di perderti e ritrovarti più puro e forte di prima.
Data
15.10.2020

L’autunno è una stagione magica. Concedersi una pausa quando le temperature tornano fresche e gradevoli, quando il caos e la calca estiva finiscono, quando cominciano le raccolte delle castagne, dell'uva, delle olive, è un regalo che rigenera anima e corpo.

Meta isole Eolie, destinazione Panarea

Scegliere la meta non è mai semplice. Ogni tanto per vivere un’esperienza unica, bisogna prendere coraggio e dirigersi oltre i confini dell’orizzonte.

L’arcipelago Eoliano è una destinazione turistica estiva molto popolare, ma in autunno appare semi deserto e regala una pace mistica accompagnata da paesaggi e colori mozzafiato.

Panarea è l'isola più piccola e la meno elevata dell'arcipelago, nonché la più antica, un prezioso gioiello situato in mezzo al mare. Con i suoi isolotti di Basiluzzo, Spinazzola, Lisca Bianca, Dattilo, Bottaro, Lisca Nera e gli scogli dei Panarelli e delle Formiche, costituisce un micro arcipelago fra Lipari e l'isola di Stromboli, posto su un unico basamento sottomarino.

Il viaggio

La grande esperienza comincia fin dal momento in cui chiudi la porta di casa dietro le tue spalle. Il miglior modo per raggiungere lisola, proprio perché quello più caratteristico, è arrivare a Napoli con i propri mezzi o in treno e imbarcarsi sulla nave che salpa alle 20 in punto dal porto, passa accanto a Capri e si allontana, maestosa, sotto le stelle dal golfo. Con in cuore ancora l’immagine del Vesuvio al tramonto e i polmoni già colmi di ossigeno salato, puoi andare a letto presto perché la sveglia è puntata per le 6.00, l’ora in cui si arriva ai piedi di Iddu, lo Stromboli. Imponente, ti aspetta all’alba con la sua terra scura dai toni rossastri, la sabbia nera e quel filo di fumo incessante che fa capolino dalla cima. Il profumo del terreno umido risveglia i sensi e l’infinita bellezza del luogo rende muti.

Il lento allontanamento dal vulcano è poetico e l’arrivo a Panarea, un’emozione.

Il buongiorno si vede dal mattino

7.30 l’arrivo. Con il fresco della prima mattina il consiglio è di fermarsi al Bar del Porto per assaporare un buon caffè accompagnato dalla loro brioche: un saluto ai sapori siciliani. Sia che tu abbia prenotato nel centro di Ditella, dal porto guardando l’isola sulla destra, sia nei centri di San Pietro o Drauto, dal porto guardando lisola sulla sinistra, è bello raggiungere la propria dimora a piedi, passando per le strade centrali dell’isola. Noterai le piante ancora rigogliose: gli hibiscus saranno ancora in fiore, agavi e cactus giganteschi ti accoglieranno a ogni angolo e gli ulivi pesanti e colmi di olive brilleranno argentati.

Escursioni sull’isola

L’isola è lunga 3,5 km e alta 421m. Camminare da un’estremità all’altra è il modo migliore per conoscere i segreti custoditi sui portoni, lungo le vie, e all’interno delle cale, come la frase che compare sulla porta verde prato di una delle case di Ditella: “Giru tutto u munnu e non trovo casa mia, vengo a Panaria e trovo tuttu u munnu e casa mia”. O ancora, i soffioni e le fumarole di zolfo caldo che rendono gialle e rosse le pietre di Calcare, la cala a est. A ovest invece troverai l’unica spiaggia dell’isola, il primo bene in assoluto salvato dal FAI nel 1975, e poco più avanti il villaggio dell'età del Bronzo (XIV secolo a.C.) sul promontorio di Capo Milazzese, testimonianza del fatto che Panarea fosse abitata già in epoca preistorica. Se il sole è caldo, raggiunta la baia di Cala Junco, zona protetta, prova a tuffarti nell’acqua color smeraldo tra stelle marine e pesci di ogni genere. Anche salire a Punta Corvo, il punto più panoramico dell’Isola, è un’esperienza meravigliosa. L’ora perfetta per arrivare in cima è poco prima del tramonto. Mentre il sole si tuffa in mare dietro l’isola, lo sguardo lo accompagna fino a che sparisce accanto a Salina, Filicudi e Alicudi. Tutto si tinge d’oro.

La notte, cullati dalle onde

Quando cala la sera il pensiero vola alla cena, magari accompagnata da un aperitivo. Polpettine di melanzane, caponata, pescato del giorno, involtini di pesce spada, parmigiana di melanzane, pasta alla norma e mille altre prelibatezze ti delizieranno accompagnate da vini del luogo come l’Insolita, la malvasia vanificata secca proprio sull’isola. Una brezza rinfrescante, colma di ossigeno genuino che arriva diretto dalle onde infrante sulla scogliera, ti accompagnerà durante l’ultima passeggiata al chiaro di luna. Conoscerai i veri abitanti dell’isola, i gatti, che quando cala la notte, si impossessano delle strade e custodiscono i giardini.

Questo ritmo di vita antico e i colori potenti, specchio di una natura rigogliosa e regina, non ti abbandoneranno facilmente. Passare qualche giorno in questo paradiso naturale, ti permetterà di perderti e ritrovarti più puro e forte di prima.

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