Immergersi in una storia e lasciarsi trasportare
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Immergersi in una storia e lasciarsi trasportare

Le serie televisive hanno il potere di rapire la mente e portare lontano. Simili ai libri, ma più d’impatto, più rapide, più coinvolgenti. Hanno il potere di farci vivere epoche diverse e vite di altri. Ecco tre fiction recenti di qualità. 
Data
16.04.2021

Le piattaforme

Le serie televisive hanno il potere di rapire la mente e portare lontano. Simili ai libri, ma più d’impatto, più rapide, più coinvolgenti.

Non è facile trovare delle fiction di qualità, per fortuna però, al giorno d’oggi, con internet e tutte le piattaforme che abbiamo a disposizione, siamo guidati nella scelta. Anzi la proposta da parte di queste piattaforme risulta essere in sintonia con i nostri gusti. Questo perché, grazie a sofisticati algoritmi, vengono automaticamente registrati film, documentari e serie che ci piacciono. Anzi, senza questo aiuto, sarebbe difficile orientarsi.

Unorthodox

Unorthodox è la miniserie televisiva tedesca e statunitense creata da Anna Winger e Alexa Karolinski, basata sull'autobiografia di Deborah Feldman. Resa disponibile da marzo 2020 su Netflix, mostra una realtà e un contesto così distante e complesso, così pieno di norme, divieti e codici che è paragonabile a un documentario. Infatti, per girare la serie, tra parrucche e vestiti, l’impegno è stato pari a quello che sarebbe servito per un film depoca. La storia è quella di Esther Shapiro, una ragazza di fede ultra-ortodossa chassidica che vive nel quartiere di Williamsburg, a Brooklyn, dove è costretta a seguire le regole rigidissime della sua comunità. Come tutte le donne accanto a lei, è destinata solo a concepire figli. Dopo un anno di matrimonio combinato, disperata e impaurita, ma sicura, decide di scappare a Berlino dove abita sua madre, e prendendo esempio da lei, è pronta a rifarsi una vita. Suo marito Yanky, offeso, si reca a Berlino con suo cugino Moishe, per riportarla a casa. La serie è tutta un palleggio tra presente berlinese e passato hasidico, situazioni di estrema costrizione di Williamsburg e i primi assaggi di faticosa, ma desiderata libertà in Germania. La serie regala alcune scene di importanza simbolica enorme, ed essendo recitata quasi interamente in yiddish, trasporta lo spettatore completamente nella realtà della giovane Esty.

Il Commissario Ricciardi

Anche noi italiani siamo bravi. E questa serie televisiva del 2021 ne è la prova. Tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni, diretta da Alessandro D'Alatri e scritta da Maurizio de Giovanni, Salvatore Basile, Viola Rispoli e Doriana Leondeff.

Ci troviamo a Napoli, in pieno regime fascista. Il commissario Luigi Alfredo Ricciardi custodisce un grande segreto che ha ereditato dalla madre. Ma è anche grazie a questo segreto, e al suo straordinario intuito, che riesce a risolvere casi di morti violente molto complicati. Ambientazioni e costumi ci immergono in un’atmosfera soffusa e quasi teatrale. In ogni puntata il giallo da risolvere è diverso, ma la storia principale è un fil rouge che continua. Il commissario è una persona introversa e timida, i suoi affetti si contano sulle dita di una mano: la sua tata e governante Rosa, il medico legale Bruno Rodo, il brigadiere Raffaele Maione e due donne a cui per diversi motivi si sente legato, Enrica e Livia. I dialoghi sono spesso teneri e molto delicati e la storia avvincente. Presto andrà in onda la seconda stagione.

La Regina degli scacchi

La miniserie statunitense del 2020 è basata sull'omonimo romanzo del 1983 di Walter Tevis. La storia è quella di Beth Harmon una bambina prodigio che scopre il suo talento per gli scacchi in orfanotrofio giocando di nascosto con Shaibel, il custode. Crescendo viene adottata da Alma Wheatley e suo marito e nella sua nuova casa decide di dedicarsi il più possibile alla sua passione, cercando di diventare Grande Maestro di scacchi. Vincendo una partita dopo l’altra, stringe nuove amicizie e guadagna molti soldi, ma nel contempo sviluppa una brutta dipendenza da alcol e farmaci. A ritrovarsi più determinata di prima, la aiuteranno la sua fidata amica d’infanzia Jolene, e i suoi compagni di gioco Harry Beltik, Benny Watts e Townes. L’obiettivo è imporsi in un ambiente dominato da uomini e sconfiggere il più grande giocatore di scacchi al mondo: Vasily Borgov. L’ultima partita, quella decisiva, è un momento televisivo di grande qualità: i giochi delle dita che si attorcigliano e si districano tra i pedoni incantano lo spettatore che, con il fiato sospeso, attende il verdetto.

Dagli anni ’30, passando per gli anni ’50 si arriva al giorno d’oggi. Tra Italia, America e Germania, Luigi Alfredo Ricciardi, Beth Harmon e Esther Shapiro ci intrattengono e ci insegnano quanto intuito, forza e libertà vadano assecondati per vincere.

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