500 anni di Raffaello
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500 anni di Raffaello

Tanti sono gli eventi dietro l’angolo, oggi ne abbiamo selezionato uno davvero interessante per te: Raffaello 2020 al museo della Permanente di Milano. Opere ed emozioni nel ripercorrere la vita di un artista che ha lasciato un segno nella storia dell’arte. 

Data
22.11.2019

Quelle volte in cui il progresso tecnologico si sposa con l’arte dà alla luce risultati stupefacenti. È sicuramente il caso di “Raffaello 2020”, la mostra immersiva che racconta gli anni, tra vita privata e professionale, e le opere, da quelle risalenti alla fanciullezza a quelle del periodo maturo, di un pittore fondamentale del periodo rinascimentale.

L’evento

È dal 4 ottobre che le porte del Museo della Permanente di Milano sono aperte per accogliere in anteprima mondiale la mostra multimediale dedicata al celebre Raffaello. Con una sapiente commistione di suoni e immagini viene raccontato il meraviglioso percorso artistico di qualcuno che ha lasciato le sue tracce nella storia dell’arte: Raffaello Sanzio. Sono 5 le sale da attraversare per calarsi nell’epoca rinascimentale, sentirsi parte di un’opera fin quasi a sentirsi al cospetto dei due angeli della Madonna Sistina.
All’ingresso si inizia con la narrazione delle varie tappe che hanno contraddistinto il percorso professionale dell’artista di Urbino e puoi osservare un planisfero su cui sono riportati tutti i luoghi nel mondo in cui sono conservate le opere del Maestro, un po’ per darti modo di comprendere la grandezza del suo genio apprezzato in ogni dove.
C’è poi il teatro degli ologrammi dove avrai modo di incontrare l’artista insieme ai personaggi fondamentali della sua vita.
Elemento focale dell’intera mostra è poi la sala immersiva in cui in 45 minuti ti immergerai tra le opere di Raffello. Colori, angeli, studio e prospettiva ti avvolgeranno. Pareti, soffitto e pavimento si tingeranno al punto da farti sentire parte di un’opera d’arte.

Chi era Raffaello?

Nasce ad Urbino, figlio di Giovanni Santi, modesto pittore dell’epoca. Fin dalla tenera età ha modo di avvicinarsi all’arte e dimostrare il suo immenso talento. Diventa presto allievo dei più grandi artisti dell’epoca. Il Perugino, Vasari, Leonardo Da Vinci e Michelangelo. Lavorò per molti mecenati, ma il suo impiego prevalente fu al Vaticano dove lavorò prima presso Giulio II, poi presso il suo successore Leone X. La sua fu una vita tanto breve (morì a soli 37 anni) quanto intensa. Ebbe sempre l’occasione, fin da giovanissimo, di esprimere tutto il suo immenso valore artistico divenendo, ben presto famoso nelle corti di tutta Italia, quindi nei poli di cultura dell’epoca rinascimentale.

Uno stile inconfondibile

Angeli e Madonne sono i soggetti più frequentemente rappresentati dall’artista, che li ripropone in maniera sempre originale.

Nella sua produzione seppur resta evidente l’influenza dei grandi maestri che costellarono la sua esistenza, l’originalità del giovane urbinate presto si fece notare, divenendo presto l’artista più ricercato di Roma.
Apprese l’uso sapiente della prospettiva da Piero della Francesca, l’artista matematico, ereditò in parte la dolcezza e la grazia di forme ed espressioni dal Perugino e l’uso del chiaroscuro e gli sguardi magnetici da Leonardo.

Di tutti gli insegnamenti appresi fece sapientemente tesoro al punto da superarli e proporre uno stile in grado di sbalordire mecenati, papi e anche te, qualora deciderai di visitare Raffaello 2020.

Per maggiori dettagli sull’evento visita il sito: http://bit.ly/RAffaelloaMilano

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