Mindfulness: nuovi occhi per vedere la realtà
Tempo di scoperte

Mindfulness: nuovi occhi per vedere la realtà

Consapevolezza, non giudizio e intenzione sono i tre pilastri della mindfulness: un approccio positivo alla realtà da provare.
Data
16.06.2020

Cosa significa Mindfulness?

Tutti ne parlano, molti ne subiscono il fascino, pochi ne conoscono il vero significato. Ma cos’è la mindfulness? Non è di certo un antidoto contro lo stress o una panacea a tutti i mali della vita stressante del terzo millennio, ma un nuovo approccio alla vita. È un nuovo stato mentale, un nuovo modo di vivere la quotidianità. “Mindfulness”, infatti, è la traduzione in inglese di “Sati” che in lingua pali significa “consapevolezza”.
Vuol dire non sfuggire alle emozioni per vivere in uno stato di quiete interiore, ma al contrario viverle fino in fondo per coglierne la bellezza e imparare a non temerle.
Secondo Jon Kabat-Zinn, Professore Emerito di Medicina e fondatore della Stress Reduction Clinic e del Center for Mindfulness in Medicine, Health Care and Society presso la University of Massachusetts Medical School, praticare la mindfulness vuol dire assaporare il presente, con intenzione e senza giudicare se stessi.

Come si pratica la mindfulness?

Intenzione, consapevolezza e non giudizio: questi sono i tre capisaldi della mindfulness. Questo vuol dire, per esempio, affrontare le situazioni della quotidianità nella loro unicità. Senza seguire schemi e preconcetti del passato. Solo in questo modo possiamo affrontare le situazioni di tutti i giorni senza attivare quel pilota automatico che non ci permette di cogliere il “qui ed ora” nella sua completezza. Reagire agli eventi in maniera intenzionale vuol dire vivere appieno tutto quello che accade come se fosse la prima volta.
Non giudicare vuol dire non criticare in maniera asettica il proprio comportamento, non sottoporsi continuamente a giudizio e imparare ad apprezzare sé stessi con le proprie debolezze e fragilità. In questo modo sarà possibile migliorarsi senza lesionare la propria autostima. Vuol dire, come affermava Sant’Agostino, riscoprire sé stessi: “Non andare fuori, rientra in te stesso: è nel profondo dell’uomo che risiede la verità”.

Mindfulness: come si pratica e da dove iniziare?

Le pratiche di mindfulness si suddividono essenzialmente in due categorie: formali e informali.
Le prime costituiscono una vera e propria abitudine. Caratterizzata da un impegno più o meno costante in termini di tempo e dalla ricerca del luogo giusto in cui meditare. Le seconde, invece, sono la messa in pratica della mindfulness nelle occasioni della quotidianità in cui ve n’è bisogno.  
Un esempio di pratica formale per principianti è quella della respirazione. Il respiro, infatti, è un’azione fondamentale che lungo tutto il corso della nostra vita compiamo inconsapevolmente. Un ottimo metodo per apprezzare il “qui ed ora” e focalizzarci attentamente su qualcosa è quello di pensare unicamente al nostro respiro. Questo vuol dire mettere da parte nella nostra mente tutto ciò che ci circonda e focalizzarci su noi stessi.
Sembra un esercizio banale, in realtà si tratta di una vera e propria piccola tecnica da affinare per imparare ad apprezzare le cose isolandole dai rumori di fondo che disturbano: preconcetti, paure, schemi sociali e abitudini.

Dove e quando praticare la mindfulness?

Se la mindfulness è un approccio alla vita, vuol dire che ogni luogo è giusto per praticarla. Questo vale tanto per le pratiche di mindfulness informale, quanto per quelle formali. È possibile fare esercizi sia da soli, sia in gruppo e in ogni luogo. Sono tanti gli esempi virtuosi sparsi nel mondo.
Ne sono un esempio gli operatori sanitari dell’Ospedale Universitario Fundación Alcorcón di Madrid che hanno recitato un mantra e si sono dedicati ad un esercizio di meditazione per focalizzarsi, distendere le tensioni e trasformare i pensieri negativi in positivi durante i momenti di maggiore emergenza Covid. Le 370 scuole in Inghilterra che hanno sostituito le punizioni con momenti di meditazione per i bambini per imparare a gestire la rabbia e la violenza. E ancora l’attenzione alla mindfulness da parte di multinazionali quali Nike, Google e Twitter nei luoghi di lavoro dimostra che il benessere impatta positivamente su spese per malattia, riduzione delle assenze dal lavoro per malattia e un ambiente di lavoro più sano e stimolante.

Tantissimi vantaggi e nessuna controindicazione per la mindfulness: una filosofia da provare.

Condividi su

Newsletter Esagon

Un appuntamento mensile per rimanere sempre aggiornati su economia, finanza, lifestyle e temi green.

Mi iscrivo