Cultura e digital
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Cultura e digital

Proctoring e classi virtuali: la cultura non si ferma.
Data
12.05.2020

La nostra Costituzione tutela due diritti: l’istruzione e la salute. Ma è chiaro che il secondo, legato al bene essenziale della vita, prevale sul primo. Le scuole di ogni ordine e grado, infatti, sono state chiuse in seguito all’emergenza Covid-19. Le difficoltà ci sono state e permangono, ma c’è un bellissimo brulichio di soluzioni che l’intera società ha avanzato per aiutare ragazzi e docenti. La virtualità, così spesso ritenuta sinonimo di alienazione sociale, oggi si prende una rivincita: dà la possibilità a studenti e insegnanti di tenersi in contatto.

Cos’è proctoring? 

Come le piazze più belle delle nostre città, così le aule universitarie si sono svuotate. Resta però negli studenti la voglia di guardare al futuro con ottimismo: il covid non ha fermato né lezioni, né esami.  Le piattaforme digitali sono state una valida soluzione per le classi virtuali, ma la questione degli esami è stata un po’ più complessa. L’annosa questione è stata: come evitare comportamenti fraudolenti da parte degli studenti? In pratica, come evitare che i furbi copino?

Le soluzioni adottate sono diverse. La più avanguardistica è quella del proctoring. La traduzione di “proctor” è “supervisore”: ingegnosi software, di cui le università italiane si stanno avvalendo, permettono lo svolgimento di esami scritti da remoto sotto supervisione. Il software controlla lo studente durante lo svolgimento dell’esame. Il primo step è l’identificazione dello studente tramite documento d’identità e riconoscimento facciale. Poi il suo comportamento durante la prova dovrà superare un semaforo di validità affinché il suo elaborato possa essere valutato. Presenza di altre persone nella stessa stanza, movimenti sospetti dello sguardo, rumori, uso di dispositivi diversi dal pc utile ai fini dell’esame e controllo dell’allontanamento della persona dallo schermo: il software rileva tutto ed elabora il grado di rischio di frode.

Esami con webcam e lezioni da remoto

Oltre all’affascinante proctoring, i professori delle università italiane si stanno misurando con altre soluzioni da remoto più semplici, ma mai sperimentate prima d’ora. Gli esami scritti, soprattutto nel caso prevedano grafici tecnici, vengono svolti con carta e penna. La differenza rispetto alla consuetudine è che attualmente l’esaminato dovrà svolgere la prova sotto l’occhio attento di un professore dietro una webcam.

Al termine della prova, l’elaborato verrà poi consegnato al docente sotto forma di scansione. C’è da dire però che la regola generale è quella di preferire il più possibile gli esami in forma orale. Più semplici e sicuri da svolgere con il supporto di una webcam.

La scuola digitale

Corrono tra le braccia della tecnologia non solo le università, ma tutte le scuole. Il tempo che i ragazzi da casa dedicano a studiare aumenta: gli incontri tra alunni e professori sono frazionati nel corso della giornata.

Eppure, nonostante tutte le difficoltà, l’e-learning sta funzionando. Skuola.net, con l’osservatorio “Scuola a distanza”, ha analizzato le opinioni di 20.000 studenti. Ben il 90% promuove la didattica online e molto positive sono le valutazioni date ai professori, ritenuti abbastanza al passo coi tempi e, soprattutto, desiderosi di imparare nuovi strumenti per adeguarsi alla sfida della didattica online.

I tanti contributi all’e-learning

Molti sono i big del mondo dell’ICT che hanno fornito agli studenti e alle scuole servizi di e-learning a costo zero. Oltre alla pagina web del MIUR, che propone materiali utili e best practices adottate dalle scuole, numerosi sono le aziende che hanno risposto all’appello di solidarietà della ministra Paola Pisano.

Dai webinar di formazione di Amazon a Google, che con G-suite (Gmail, Drive, Calendar, Documenti, Fogli, Moduli e, soprattutto, Hangouts Meet e Classroom per le classi a distanza). Da Treccani Scuola che offre contenuti per la didattica virtuale a Babbel che regala agli studenti corsi di lingua. Sono tantissimi gli esempi virtuosi.

La TV per ragazzi ai tempi del covid-19

E poi cambia la TV. Che non solo intrattiene in maniera giocosa i più piccoli, ma si prefigge anche di fare cultura e divulgazione scientifica durante tutta la giornata. Dalle ore di scuola in diretta su Rai Gulp alle lezioni di inglese, scienze, letteratura e storia su Rai Scuola.

Proctoring, lezioni virtuali, cultura in TV sono i segnali di una società che non si arrende. C’è un detto che calza a pennello in questa situazione difficile: “Bisogna fare di necessità virtù”. E l’Italia ci sta provando davvero.

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