L'arte durante la pandemia
Tempo di scoperte

L'arte durante la pandemia

Musei più social e visite virtuali: l'evoluzione digital dell'arte.
Data
20.05.2020

Il Covid-19 ha colpito il cuore della società: salute, economia e vita quotidiana. E in questa rivoluzione in corso, estesa a tutte le latitudini nel mondo, l’arte non è rimasta in silenzio.
Tantissimi i musei che hanno aperto le loro porte virtuali per rendere accessibile arte e cultura comodamente da casa.

Musei social

È a dir poco incredibile la rivoluzione virtuale messa in atto dai musei negli ultimi due mesi.
Musei che fino a poco tempo fa presidiavano il mondo digitale solo in maniera marginale, negli ultimi mesi si sono reinventati in vista dell’emergenza. Seguiti dagli hashtag #museichiusimuseiaperti e #iorestoacasa sono stati innumerevoli i post pubblicati sui social dai musei. Una crescita della presenza social a cui è corrisposto un aumento senza precedenti del numero di fan e follower.
Tantissimi, infatti, sono ad oggi i musei visitabili online.

Porte virtuali che si aprono

Solo per citare alcuni, “Raffaello. 1520-1483” che in un mese è stato virtualmente visitato da 2 milioni di visitatori e le “Passeggiate del Direttore” (Christian Greco) del Museo Egizio che hanno ottenuto oltre 100.000 visualizzazioni. Visite virtuali anche per la Pinacoteca di Brera, La Galleria degli Uffizi, i Musei Vaticani, il Louvre, l’Hermitage di San Pietroburgo e la lista potrebbe continuare.

Ma non solo i grandi musei hanno virtualizzato gli ingressi. Anche comuni come Cagliari e Macerata hanno reso visitabili da remoto i musei all’interno dei confini comunali.

Una società che cambia

Sappiamo che dal 18 maggio i luoghi della cultura possono riaprire le porte al pubblico mettendo in atto tutte le misure necessarie per il contenimento del Covid-19. Restano però gli incentivi agli ingressi virtuali per scongiurare il rischio di assembramenti. In futuro cosa accadrà? Torneremo unicamente alle visite “offline”? L’aria che si respira nell’ammirare opere da vicino è un’emozione difficilmente eguagliabile dallo schermo del proprio pc o del cellulare. Le visite virtuali però potrebbero allargare il ventaglio delle possibilità di vivere la cultura nel post-emergenza. Andare al museo diventa poco impegnativo, un diversivo a cui dedicare un’ora o due. Inoltre, le porte virtuali aperte di musei in tutto il mondo permettono di godersi la bellezza dell’arte anche oltre oceano col minimo sforzo.

Il digital che rimarrà

La storia ci insegna che una volta apprezzato il miglioramento del progresso, difficilmente si torna indietro.
L’offerta di visite virtuali è diventata comune a molti musei e sono in tanti gli italiani che le hanno sperimentate per concedersi un po’ di cultura. Anche fasce della popolazione che spesso, per questioni di tempo e di impegni, non sono abituali visitatori, hanno potuto regalarsi qualche piacevole ora alla scoperta di celebri opere sparse nel mondo. È molto plausibile quindi che, pur trattandosi di una evoluzione strettamente legata alla situazione contingente, nuove opportunità si aprono sia agli occhi dei musei, sia a quelli di potenziali visitatori.

È una nuova opportunità di arricchirsi culturalmente e vivere la bellezza. Magari dopocena durante la settimana.

 

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