Ridurre le emissioni per un'estate meno bollente
Investimento ambiente

Ridurre le emissioni per un'estate meno bollente

L’estate è tempo di vacanze! Insieme a viaggi e relax, però, ritornano alcune abitudini che contribuiscono ad aumentare le emissioni di CO₂. Scopriamo come ridurle!

Data
09.08.2019

Una calda estate

Questa estate sta facendo registrare picchi record di calore. A ben vedere la cosa non è nuova, dato che ormai con una certa regolarità ci stiamo abituando a titoli e notizie che raccontano di periodiche ondate di caldo anomalo. Del resto, quella del riscaldamento globale è una sfida che sappiamo di dover affrontare per preservare il nostro futuro.
L’estate è, almeno per i più fortunati, tempo di vacanze e insieme a viaggi e relax ritornano alcune abitudini che contribuiscono ad aumentare le emissioni di CO. E dato che proprio la quantità di CO₂ presente in atmosfera è considerata una delle principali cause del riscaldamento globale, ciascuno di noi dovrebbe rivedere la propria routine estiva per limitare o compensare le emissioni.

Quanta CO₂ emettiamo in estate?

Conoscere la quantità di CO₂ generata dalle nostre abitudini vacanziere non è semplice, ma un grande contribuito in questa direzione è stato dato da Mike Berners-Lee, professore alla Lancaster University da lungo tempo dedito allo studio delle emissioni di diossido di carbonio. Infatti, il professore si è divertito a scrivere un libro, intitolato “How bad are bananas?”, dedicato proprio al calcolo della CO₂ associata alle più diverse attività umane.
Attraverso una valutazione attenta dei processi produttivi e delle abitudini di consumo degli abitanti di paesi industrializzati, Berners-Lee ha costruito una stima attendibile delle emissioni di CO per tantissime attività.

Vacanze ed emissioni

Ad esempio, una piscina all’interno di una Spa è ciò che in molti scelgono per rilassarsi. Per calcolare il suo costo in termini di emissioni di CO₂, Berners-Lee si è rifatto ai dati di uno studio effettuato da una società di consulenza per uno stabilimento termale scozzese: il risultato parla di emissioni di 400 tonnellate di CO all’anno. Si tratta di un impatto notevolissimo, ma che è in buona parte dovuto a inefficienze di tipo energetico. Invece, trascorrere una notte in un albergo che non si pone il problema di risparmiare CO₂ e che quindi tiene luci e tv accese all’ingresso in camera, aria condizionata senza risparmio e mille altri comfort genera circa 60 Kg di CO a notte.

Buone abitudini

Ci sono però anche abitudini salutari che non danneggiano l’ambiente, come leggere un libro sotto l’ombrellone. Con copertina flessibile e stampato su carta riciclata fa bene alla mente e comporta emissioni per un massimo di 400 grammi. Se invece il libro lo si legge su un e-reader, queste si riducono a soli 50 grammi.

Altra sana abitudine estiva è bere molta acqua, ma è molto meglio se lo si fa utilizzando e riutilizzando bottiglie di metallo, piuttosto che di plastica. Non solo perché si evita la produzione di rifiuti, ma perché ogni volta che si beve mezzo litro d’acqua da una bottiglia in metallo si risparmiano 80 grammi di CO rispetto al berlo da una bottiglia di plastica.
D’estate è anche più semplice muoversi in bicicletta, che rimane il mezzo di trasporto più ecologico. Infatti, si stima che per ogni chilometro percorso pedalando si emettono 21 grammi di CO. Al contrario, per un chilometro percorso in auto si emettono mediamente 115 grammi di CO.

Infine, se prima di partire per le vacanze, si ha l’accortezza di svuotare e staccare il frigorifero, si possono risparmiare circa 4 Kg di CO in una settimana.

Ciò che però, al netto dei calcoli, è davvero importante, è considerare che tutte le nostre abitudini hanno un impatto. Cercare di ridurlo e addirittura compensarlo è possibile e può fare la differenza.