Tempo di Mercati

L’era dell’Internet of Things: arriva il 5G

11.10.2018

La tecnologia 5G è il futuro che avanza, nel 2022 entreremo ufficialmente nell’era dell’Internet of Things. Intanto è in atto una vera e propria guerra commerciale.

5G significa reti di connessione di quinta generazione, quelle che collegheranno fra loro milioni di dispositivi in tutto il mondo, trasmettendo dati sempre più complessi ad altissima velocità. L’attuale standard 4G non è in grado di sostenere una domanda sempre più pressante, che richiede che “tutto sia connesso a tutto”. Il 5G è stato pensato come una vera e propria rivoluzione silenziosa che entrerà capillarmente nella vita quotidiana delle persone. L’avvento del 5G è previsto per il 2022 e quella sarà ricordata come una data epocale in quanto concretamente prenderà vita “l’internet delle cose”.

Il futuro dietro l’angolo

Con la tecnologia 5G tutte le applicazioni delle Smart City saranno possibili. Viabilità, gestione del traffico, video sorveglianza e una molteplicità di servizi per i cittadini potranno essere gestiti da remoto. Il 5G garantirà la realizzazione della guida autonoma perché permetterà alle automobili di muoversi in totale sicurezza grazie allo scambio di informazioni in tempo reale con le infrastrutture stradali.

Anche le nostre case cambieranno. Le Smart Home, ipotizzate da tempo e ancora in fase progettuale, beneficeranno moltissimo di questa nuova tecnologia perché tutti gli oggetti “smart” della casa potranno dialogare tra loro, ricevere informazioni dall’esterno ed essere gestiti da remoto con un unico dispositivo.

Questi sono solo alcuni esempi, le potenzialità del 5G sono infinite e rappresentano il volano dell’innovazione e conseguentemente il volano dell’economia. Il mercato 5G, secondo una stima di Qualcomm, leader mondiale del settore, nel 2035 avrà un valore approssimativo attorno ai 12,3 trilioni di dollari.

La guerra per il 5G è ufficialmente aperta

Tutte le grandi innovazioni, che hanno segnato e segneranno il nostro futuro, saranno sempre contese perché di fatto creano un grandissimo potere economico. Lo scontro commerciale più duro si combatte ancora una volta tra Usa e Cina, in lotta per la supremazia delle aziende che progettano e realizzano la tecnologia 5G. L’amministrazione Trump, infatti, ha imposto delle pene durissime nei confronti di ZTE, azienda cinese leader nel mercato 5G, annunciando che le imprese americane non potranno più rifornirla di componenti e tecnologie. Qualche mese fa è stata inoltre aperta un’indagine su un altro colosso cinese, la Huawei, che molto probabilmente subirà le stesse sanzioni. Se così sarà lo sviluppo della tecnologia cinese 5G potrebbe essere rallentato e persino messo in crisi. La Cina non ha ancora risposto a queste minacce, ma il Presidente cinese, Xi Jinping, ha già dichiarato che sarà necessario smettere di affidarsi alle tecnologie americane e che è ora di fare più innovazione per essere totalmente autonomi.

E l’Italia fa cassa con l’asta per le frequenze

Buone notizie per lo Stato italiano, l’asta per l’assegnazione delle frequenze 5G ha battuto qualsiasi più rosea aspettativa. Nelle casse italiane, entro il 2022, arriveranno ben 6,5 miliardi di euro. Una cifra record che è stata raggiunta grazie a un’agguerrita lotta fra i principali operatori telefonici.

Lo scontro più importante si è avuto sulle frequenze dei 3.700 megahertz, ovvero quelle utili per sviluppare reti internet mobili in banda ultralarga. I lotti più pregiati sono finiti nelle mani di Telecom e Vodafone che li metteranno subito a reddito già a partire dal 2020, quando ci sarà il lancio dei primi smartphone 5G. Gli altri operatori si sono dovuti accontentare di altre frequenze, ottenendole comunque a caro prezzo.

Il meccanismo dell’asta con rilanci in chiaro voluta dall’ex ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, e scritta dall’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom), ha reso allo Stato una vera e propria fortuna inaspettata.