Tempo di Mercati

Il mercato della formazione professionale

17.01.2019

Il mercato della formazione italiana è sotto la media europea, ma sta recuperando posizioni. La nuova frontiera sarà l’e-learning.

Le aziende italiane sono chiamate, nel breve periodo, a trasformarsi se vogliono competere in mercati sempre più aggressivi. Oltre a dotarsi di nuove tecnologie e processi produttivi innovativi, sono le persone, il capitale umano che, con le loro competenze ed i loro comportamenti potranno far vincere o perdere la complessità delle sfide che il mercato propone. Si può comprendere facilmente che la formazione professionale diventerà una leva sempre più importante per il processo di rilancio di un’azienda.

Il XVIII Rapporto sulla Formazione Continua redatto dall’ANPAL (Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro), relativo al biennio 2016/2017, evidenzia però che l’Italia è al di sotto della media europea per quanto riguarda la formazione.

Tra gli indicatori presi in considerazione c’è ad esempio il livello di fruizione della formazione da parte degli adulti (benchmark europeo sui 25/64 anni). L’Italia ha una quota relativa alla formazione del 8,3% rispetto alla media europea del 10,8%. 

Secondo il Direttore generale dell’Anpal, Salvatore Pirrone “siamo indietro su quasi tutti gli indicatori, ma ci sono comunque elementi positivi, come, ad esempio, la progressiva riduzione del gap tra Italia e Paesi UE negli investimenti in formazione da parte delle imprese. Altro elemento significativo, nel confronto con il resto d’Europa, è quello riguardante la percentuale dei lavoratori coinvolti in attività formative. In questo caso, l’Italia ha addirittura superato la media Ue”.

I Fondi Paritetici Interprofessionali 

Notizie positive per quanto riguarda le adesioni delle imprese ai Fondi Paritetici Interprofessionali. Si registra un aumento delle imprese aderenti che arrivano quasi a 950 mila, mentre sono circa 10,6 milioni i lavoratori del settore privato che ne beneficiano.

I Fondi vengono alimentati dal contributo integrativo per l'assicurazione obbligatoria contro la disoccupazione involontaria che i datori di lavoro versano all'Inps. L'azienda ha la possibilità di convertire in azioni formative volte a qualificare i lavoratori, lo 0,30% del contributo versato.

Molto probabilmente questi fondi, gestiti pariteticamente dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dalle associazioni imprenditoriali, potranno gestire la formazione finalizzata al lavoro in favore dei beneficiari del reddito di cittadinanza. E’ quanto prevede al momento l’articolo 8 comma 2 della bozza di decreto in fase di redazione al Ministero del lavoro.  

E-learning: il futuro della formazione professionale 

Parlando di formazione non si può fare a meno di approfondire il discorso e-learning, che consiste principalmente nella possibilità di apprendere o approfondire tematiche formative, attraverso l’uso di nuove tecnologie, consentendo così di distribuire su larga scala percorsi formativi anche personalizzati.

E’ un mercato che registra una crescita graduale e si stima che nel 2021 raggiungerà in Europa il valore di 30 miliardi di dollari.

La formazione continua trova nell’e-learning uno strumento fondamentale per la sua applicazione di massa. La dinamicità di questo nuovo mezzo di formazione consente di avere il contenuto giusto al momento giusto, di garantire aggiornamenti in tempo reale e apprendimenti sempre più specializzati. Il mercato della formazione è dunque predestinato ad andare sempre di più verso questa frontiera.