Tempo di Mercati

Il mercato della birra

04.04.2019

Il mercato della birra è in grande fermento. Tra nuove tecnologie robotiche e gusti all’avanguardia, numerosi sono i cambiamenti in atto, ma qualcosa di immutabile resta: la birra sarà sempre la cosa migliore da bere per quattro amici intorno a un tavolo.

L’ultimo Annual Report Assobirra di Giugno 2018, fotografa uno scenario del mercato della birra in grande spolvero. In Italia la crescita riguarda molti aspetti del mercato.
Nel 2017 la produzione di birre ha raggiunto i 15,6 milioni di ettolitri, una crescita del 7,5% rispetto al 2016. Il fatturato (2,9 miliardi di euro) è aumentato del +1,8% con un export che ha raggiunto i 2,7 milioni di ettolitri e un aumento del 7,9%.
Anche il numero degli occupati nel complesso della filiera (addetti diretti, indiretti e dell’indotto) è aumentato, crescendo di circa 3 mila unità, da 140 mila a 143 mila.
In Italia, invece, mentre crescono i consumi interni del +1,6% cala sensibilmente l’importazione di birra con una percentuale quasi in doppia cifra del - 9,1%.
La birra si compra sempre più spesso al supermercato e si beve in qualsiasi momento dell’anno: i consumi di sono sempre più destagionalizzati e le vendite nella GDO mostrano un aumento dei volumi pari al +1,7% rispetto all’anno precedente con un aumento del fatturato del +2,7%.

Un mercato oligopolistico

Oggi il mercato della birra in Italia continua ad essere terreno fertile in termini di opportunità e di sviluppo per le aziende. Nonostante i consumi pro capite nel nostro paese siano decisamente inferiori rispetto alla media Europea, il consumo pro capite di birra è di 31,8 litri, gli ultimissimi dati relativi al 2018 confermano una crescita.
Un aspetto peculiare e problematico del mercato italiano è che si tratta di un mercato oligopolistico. I quattro gruppi industriali, Heineken Italia, Birra Peroni, Ab Inbev Italia e Carlsberg Italia, realizzano il 65% delle vendite. A queste si aggiungono poi aziende di più piccole dimensioni come Birra Castello, Forst, Menabrea, l’emergente Birra Morena e un’infinità di microbirrifici.

La birra è sempre più artigianale

La birra artigianale è stata la novità degli ultimi anni.
A differenza di molti paesi europei dove le birre artigianali hanno una grande tradizione storica tramandata da secoli, in Italia l’incremento dei microbirrifici è un fenomeno abbastanza recente iniziato verso la fine degli anni novanta.
Secondo un recente studio di UnionBirra il numero di birrifici artigianali in Italia è cresciuto moltissimo fra il 2008 e il 2017, passando da 113 a 718 produttori, con un’incredibile progressione del 535%.
Insieme ai birrifici artigianali di pari passo sono cresciute le varietà di gusti, anche molto stravaganti, proposti sul mercato. Si va dalla birra aromatizzata alla canapa o al carciofo, a quella fruttata alle visciole, da quella al radicchio rosso tardivo Igp a quella al riso. Per il prossimo futuro la tendenza sembra essere quella delle cosiddette “birre merendine”, morbide e gustose, realizzate con e farcite alla frutta, cioccolata o crema di latte.
In termini economici il settore si sta rapidamente consolidando. Oltre il 60% dei microbirrifici fattura oggi tra i 100 e gli 800 mila euro, uno su tre esporta all’estero e la produzione ha raggiunto quasi i 600 mila ettolitri l’anno, cioè circa il 3,7% dell’intero mercato della birra italiano.

Il futuro della birra

Fare dei pronostici sul mondo della Birra è sempre molto difficile. Si possono però ipotizzare, in modo abbastanza certo, alcuni processi in atto.
In questo momento si stanno verificando numerose acquisizioni da parte dei gruppi multinazionali dei marchi minori di birra. Questa tendenza sicuramente cambierà la configurazione del mercato, che si adatterà a criteri di sostenibilità aziendale. Aumenteranno sensibilmente i progetti di coltivazione del luppolo e saranno disponibili società italiane.
Un’ulteriore ipotesi che si può azzardare sarà l’impatto che avranno le nuove tecnologie. Le bottiglie in vetro scompariranno a favore delle lattine, queste ultime saranno contenitori personalizzati e stampati in 3d all’interno degli stessi birrifici. La robottizzazione inoltre renderà disponibile, anche per le piccole aziende, processi e strumenti altamente automatizzati, riducendo così la distanza tra artigianato e industria.
Nonostante tutte le trasformazioni che stanno già avvenendo e continueranno ad avvenire nel mercato, una certezza permane: la birra non potrà perdere quell’anima socializzante e coinvolgente che la contraddistingue.