Tempo di Mercati

Il mercato dell’editoria

24.01.2019

Il mercato dell’editoria ha lasciato alle spalle la crisi. L’offerta continua ad aumentare e siamo all’alba di grandi cambiamenti grazie all’avvento delle nuove tecnologie.

Secondo il Rapporto dell’Editoria in Italia, realizzato dall’Ufficio Studi della Associazione Italiana Editori (AIE), nel 2018 l’editoria italiana sembra aver lasciato alle spalle la crisi con un trend positivo e progressivamente crescente (+0,2% nel 2015, +1,2% nel 2016 e + 2,8% nel 2017). Il fatturato 2017 si è chiuso con un risultato di 2,7 miliardi di euro.  Aggiungendo il peso di Amazon e quello del mercato dell’usato si arrivati però a circa 3,1 miliardi di euro.
Per il 2018 si stima ancora una chiusura positiva, anche se nei primi sei mesi il valore delle vendite è stato di segno negativo (-0,4%). Bisogna tener conto però che il 40% delle novità escono tra settembre e novembre, che è il momento in cui si sviluppano la maggior parte delle vendite.
La crescita del settore è stata determinata in particolare dalla capacità di proporre e vendere i diritti degli autori italiani sui mercati esteri. Nel 2017 si sono venduti ben 7.320 diritti all’estero con un aumento del 10% rispetto all’anno precedente.

Un’offerta per tutti i gusti

Un altro dato interessante riguarda la crescita dei titoli pubblicati dalle case editrici. Nel 2017 sono stati 72.059 con una crescita del +9,2%.
I motivi di questa maggiore produzione sono da ricercare soprattutto nella facilità e nell’economicità dei processi produttivi. I nuovi sistemi di stampa digitale, i molteplici programmi d’impaginazione e quelli di confezionamento hanno abbattuto considerevolmente i costi di produzione.
L’incremento ha riguardato tutti i generi: è cresciuta la fiction italiana e straniera (+9,6% compresa la narrativa Young Adulti) e la non fiction pratica (manualistica + 4,9%), anche i libri per ragazzi, dopo la battuta d’arresto nel 2016, hanno segnato un aumento (+13,7%). La saggistica infine ha registrato un incremento del +1,9% e l’editoria professionale un +2%.
Mai come oggi il lettore trova a sua disposizione un’ampia e variegata offerta di titoli che soddisfa qualsiasi tipologia di gusto. L’offerta dei libri è aumentata, mentre i prezzi sono rimasti invariati, anzi, rispetto al 2010 continuano sono mediamente inferiori di circa 3 euro.

Il fenomeno e-book

Ormai da anni il libro cartaceo non è più l’unico supporto attraverso cui si accede alla lettura di un contenuto. L’avvento delle nuove tecnologie, infatti, ha modificato completamente anche questo settore: l’e-book è ormai una realtà ben radicata che acquista di anno in anno sempre più quote di mercato.
Il 62% degli italiani (persone con più di 14 anni) dichiara di leggere libri cartacei, il 25% ha utilizzato almeno una volta l’e-book e l’8% ha preferito alla lettura l’ascolto di un audiolibro.
L’utilizzo dell’e-book rappresenta ormai il 16,3% dell’intero mercato, due anni fa ne valeva circa il 12%.
È un mercato ancora molto giovane con interessanti prospettive di sviluppo.
Fra i fattori principali di questa crescita c’è sicuramente anche il fattore prezzo: l’ebook ha un costo sempre inferiore rispetto ai libri cartacei, anche a quelli pubblicati in edizione tascabile.
Ininfluente invece per il lettore è il costo del device elettronico utilizzato per la lettura. Molti utilizzano sistemi che già possiedono, PC, tablet e smartphone, mentre altri preferiscono un supporto dedicato come l’e-book reader, il cui costo viene ammortizzato già dopo aver letto pochi e-book rispetto all’acquisto degli stessi libri in formato carta.

Il self publishing: la rottura con la tradizione

L’avvento delle nuove tecnologie digitali ha fatto nascere anche un altro fenomeno importante, quello del self publishing. Si tratta dell’opportunità di auto pubblicarsi, cioè di scrivere e pubblicare da soli i propri libri in modo indipendente dagli editori.
Un fenomeno rivoluzionario che anche in Italia sta vivendo un progressivo incremento. Sebbene non esista un’indagine ufficiale sul self, si stima che nell’ultimo anno in Italia siano stati 30.000 i titoli autoprodotti.
Non è assolutamente comparabile con che quello che accade negli Stati Uniti, dove i libri auto pubblicati sono tre volte superiori a quelli pubblicati dagli editori tradizionali.
Il self publishing rappresenta il futuro che avanza, scardinando le regole e i meccanismi dell’editoria tradizionale. La selezione non avviene più a monte, ma a valle del processo produttivo, non c’è più la mediazione dell’editore e il successo viene decretato direttamente dalle scelte del pubblico.
In prospettiva gli editori perderanno, in modo lento ma progressivo, il monopolio della pubblicazione dei libri: il controllo creativo, il copyright, le strategie di marketing, quelle di comunicazione, la distribuzione e i diritti di sfruttamento commerciale. L’autore indipendente resterà così l’unico protagonista del suo successo.