Tempo di Mercati

Il mercato del gioco d'azzardo

06.12.2018

Il gioco d’azzardo è cresciuto nell’ultimo anno del 6%. Ma, con l’introduzione di nuove norme nel Decreto Dignità contro la ludopatia, questo mercato dai grandi numeri rischia una contrazione.

Gli ultimi dati relativi al mercato del gioco d’azzardo in Italia sono stati resi pubblici a inizio anno dall’ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e confermano per il 2017 un trend di crescita del + 6% rispetto all’anno precedente. La raccolta, ovvero il totale delle somme giocate dagli italiani nel gioco lecito, è stata pari a 101,8 miliardi di euro.

La raccolta realizzata da slot machine e videolottery è stabile a 49 miliardi di euro. Si registra un calo per il gioco del lotto e una crescita di ben 130 milioni per la categoria delle lotterie che comprende anche i gratta e vinci. Molto bene per le scommesse sportive che passano da 7,5 a 9,9 miliardi di introiti e per il “betting exchange”, una particolare tipologia di scommessa diventata legale in Italia nell’aprile del 2014 e conosciuta in gergo con il nome di “punta e banca”. Rimangono invariati, invece, il bingo e i giochi a totalizzatore. 

Un mercato dai grandi numeri

Sono circa 17 milioni gli italiani che hanno giocato almeno una volta (Fonte CNR) e 2,5 milioni i giocatori abituali. In Italia ci sono 1.333 luoghi di scommesse sportive, 3.160 per le scommesse ippiche, 33.800 per giochi a totalizzatore, 85.000 esercizi commerciali con slot machine, 63.000 punti vendita per lotterie, 206 sale bingo e una moltitudine di siti internet di scommesse on line. Numeri impressionanti che rendono bene l’idea di quanto sia grande questo mercato.

L’Italia detiene anche un amaro primato europeo: il numero di slot machine installate che ammonta a 1 ogni 143 abitanti. Un dato significativo sull’ampia possibilità di accesso al gioco d’azzardo nel nostro Paese.

Chi scommette di più?

Nella classifica di chi scommette di più c’è sicuramente al primo posto la Lombardia, che detiene la quota del 19,5%, si piazzano poi sul podio, anche se ben distanziate, il Lazio con il 10,6 % e la Campania con il 9,8%.

La spesa media pro-capite in gioco d’azzardo è pari a circa 610 euro contro i 486 euro di vincita, ma la spesa pro-capite risulta decisamente più alta rispetto alla media soprattutto nel padovano e in Abruzzo. Si stima che gli italiani, negli ultimi 10 anni, hanno perso nel gioco d’azzardo la bellezza di 180 miliardi di euro, una cifra da capogiro.

Una grande fonte di reddito per il Paese

Nessun Stato europeo incassa quanto l’Italia da giochi e scommesse lecite. Il Fisco ogni anno infatti introita circa 10,5 miliardi di euro dalla tassazione sui proventi del gioco d’azzardo. Nei primi mesi del 2018 si è registrato addirittura un incremento del 4%. Questo è dovuto all’introduzione delle “tasse sulla fortuna”, ovvero sulle vincite superiori ai 500 euro per i giochi come il Superenalotto, le videolottery, il lotto e i giochi online (+140 milioni di euro), e all’aumento del prelievo sulle slot-machine.

Le nuove norme sul gioco

Per contrastare il fenomeno della ludopatia, che coinvolge sempre di più i ceti bassi della popolazione, il nuovo Governo ha introdotto nel Decreto Dignità un provvedimento che stabilisce il divieto assoluto di pubblicizzare il gioco d’azzardo. Tutti i media pubblicitari non potranno essere più utilizzati: dalle campagne a mezzo stampa a quelle televisive, da quelle radiofoniche a quelle on line, dalle affissioni fisse e mobili, a tutte le sponsorizzazioni.

Se da una parte questa misura potrebbe aiutare a contenere la piaga sociale della ludopatia, dall’altra metterà in crisi un intero comparto economico in grado di offrire attualmente numerosissimi posti di lavoro e portare ogni anno nelle casse dello Stato ben 10 miliardi di euro di tasse.