Tempo di Mercati

Il mercato dei gioielli

28.02.2019

Il mercato dei gioielli negli ultimi anni è in ripresa e le aziende italiane ne hanno approfittato.

Dopo anni di crisi i gioielli italiani hanno ripreso a crescere. Secondo i dati ISTAT il settore ha fatto registrare, nel 2017, un aumento del 15,6% rispetto all’anno precedente. Questo miglioramento è dovuto ad una crescita generale dell’economia mondiale e ad una sempre maggior richiesta di gioielli in oro.
Le aziende italiane hanno approfittato immediatamente di queste condizioni favorevoli per aumentare l’esportazione. L’incremento complessivo dell’export di metalli preziosi è stato infatti del +12,7%. Anche il mercato interno è andato bene: la crescita si è attesta intorno al 2%.
Il mercato principale della gioielleria rimane quello degli Stati Uniti, seguito subito dopo da quello cinese che negli ultimi 10 anni ha avuto una crescita costante. Enormi margini di business sono previsti in Cina per i grandi marchi del settore, attualmente i top brand detengono solo 1,8 % delle quote di mercato dei gioielli. Un’altra piazza molto interessante è quella indiana. Nel biennio 2015/2016 il fatturato dell’intero settore è aumentato del 30%, ma nel complesso vale ancora la metà di quello cinese. In Europa il mercato trainante è quello francese che è legato ad una grande tradizione.
Per quanto riguarda invece le quote di mercato dei grandi brand del mondo troviamo in pole position la catena cinese Chow Tai Fock, leader mondiale con un fatturato di 5,6 miliardi, segue il gruppo Richmont con 4,16 miliardi e al terzo posto il gruppo Lvmh trainato dai suoi marchi storici: Tiffany e Bulgari.

L’evoluzione dei negozi di gioielleria in Italia

Il mondo del retail della gioielleria italiana è stato monitorato attentamente negli ultimi anni dall’Istat con l’aiuto di un osservatorio di mercato come Federpreziosi. Il calo è stato di ben 2000 unità. Nel biennio 2016/17 si è però verificata un’inversione di tendenza. Infatti sono state registrate le aperturedi ben 500 nuovi punti vendita in più. L’incremento delle aperture ha riguardato soprattutto le gioiellerie del nord Italia, +3.1%, rispetto a quelle del centro sud,+ 2.1% .
Le nuove gioiellerie hanno una fisionomia molto diversa dal passato, in particolare adottano come canale distributivo aggiuntivo l’e-commerce. In più utilizzano gli strumenti digitali di comunicazione per promuovere la loro attività. Questa promozione il più delle volte fa la differenza e mediamente incrementa i volumi di vendita del negozio di circa una volta e mezza rispetto al passato.
Nel corso degli ultimi tre anni si è raddoppiato il numero di gioiellerie che fanno e-commerce. Si è passati dal 24,1% all’attuale 52,9%. Il tentativo di fondo è stato quello di coniugare l’idea di vetrina fisica con quella virtuale.

Un diamante è per sempre o quasi

Il diamante è da sempre percepito come un vero e proprio bene rifugio, che permetteva una concreta difesa dalla inflazione, dalla svalutazione e dalle instabilità politiche.
Purtroppo è di pochi giorni fa la notizia di una truffa colossale in questo settore. La Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro preventivo di oltre 700 milioni di euro a carico di alcune società fornitrici di diamanti. I sequestri sono stati eseguiti nell’ambito di una inchiesta aperta dalla Procura di Milano per reati di truffa aggravata e anti riciclaggio sulla vendita di diamanti a prezzi superiori rispetto al proprio valore. Una brutta vicenda che ha minato la fiducia di molti investitori e ha causato contraccolpi a tutte quelle società oneste che operano in questo mercato.