La valuta digitale cinese
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La valuta digitale cinese

Valuta digitale di Stato: al via la sperimentazione in Cina.
Data
01.06.2020

È la Cina la prima nazione a spingersi nell’affascinante mondo delle monete digitali. Un progetto virtuale che potrebbe rivoluzionare l’economia cinese. È una svolta epocale che pone le basi per il primo sistema di pagamento virtuale controllato da una grande banca centrale.

Come nasce il progetto DCEP?

Il progetto della DCEP, Digital Currency Electronic Payment, è nato già da alcuni anni. Più precisamente nel 2014, quando il successo di giganti dell’e-commerce – quali Alibaba, Tencent e Baidu – ha iniziato a registrare fatturati straordinari (347 trilioni di yuan nel 2019).

Un’altra tappa fondamentale del progetto ha coinciso con l’inaugurazione nel 2017 del Digital Currency Research Institute della Banca Centrale che ha esortato le banche commerciali statali a partecipare al progetto del DCEP.

Cos’è il DCEP?

Il DCEP pur condividendo il profilo digital delle valute virtuali, come il bitcoin, si distingue da queste ultime per molti aspetti. Diversamente dalle criptovalute esistenti, infatti, è controllato da un’autorità centrale. Questo vuol dire che è più sicuro, non si presta ad attività illegali ed è meno volatile. 

La PBOC, Banca Popolare Cinese, distribuirà yuan digitali alle banche commerciali senza ricorrere alla blockchain. Queste ultime, invece, ricorrerebbero alla tecnologia digitale per erogare la moneta virtuale ai richiedenti.

Il tutto avverrà in un sistema chiuso in grado di garantire un elevato livello di sicurezza.

Si utilizzerà DCEP in maniera del tutto simile ai contanti. Pur non essendo ancora noti tutti i dettagli, secondo le notizie trapelate dalla Banca Centrale la moneta virtuale dovrà essere utilizzabile anche in assenza di connessione internet.


Infatti, come ha affermato Mu Changchun, vicedirettore del dipartimento dei pagamenti della PBOC, sarà “una forma digitale dello yuan”.

I consumatori, dotati di un portafoglio mobile, potranno convertire i propri yuan cartacei in moneta virtuale da usare per scambi commerciali di qualsiasi tipo.

Un grande passo per l’economia cinese

Il contante, quindi banconote e monete, secondo le previsioni dovrebbero sparire del tutto in Cina. Perché questo progetto così innovativo nasce proprio in Cina? Da un lato perché l’obiettivo della Cina è quello di contrastare il potere del dollaro, dall’altro perché è in questa nazione che sono ormai diffusi in maniera capillare i pagamenti mobili, quali Alipay e Wechat Pay.

La moneta virtuale sosterrebbe lo Yuan, rendendolo più forte nel mondo, arginando gli effetti delle perenni guerre economiche con gli Stati Uniti.

Anche la notizia del progetto Libra, la moneta virtuale di Mark Zuckerberg, ha dato una enorme spinta al progetto.

Il progetto pilota

Il progetto pilota coinvolge quattro città: Shenzhen, Suzhou, Chengdu e Xiongan. 19 aziende sono state inviate a partecipare alla fase di test. Tra queste Starbucks, McDonald's e Subway.

È in queste città che una parte di dipendenti pubblici ha già ricevuto i contributi per l’abbonamento al trasporto pubblico in moneta virtuale. Dopo la fase di test, i pagamenti digitali potrebbero essere estesi anche al pagamento degli stipendi di una parte di dipendenti dei dipartimenti governativi.


L’obiettivo sfidante è quello di rendere operativa la criptovaluta entro le Olimpiadi di Pechino 2022.  Nemmeno la pandemia che ha attanagliato il mondo è riuscita a frenare il sogno virtuale cinese.

 

 

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