Lo smartphone per pagare
Tempo di fintech

Lo smartphone per pagare

Le banconote sono veicolo di virus e batteri. L’alternativa? Il mobile payment.    
Data
21.04.2020

Limitare i contatti è il must del momento. Fin dagli albori dell’emergenza coronavirus, l’OMS ha invitato tutti a limitare l’uso di contanti.

“Questa sarebbe l’occasione per abolire il contante” così l’epidemiologo Lopalco, professore ordinario di igiene all’università di Pisa attualmente capo della task force anti-coronavirus in Puglia, ha suggerito di preferire l’utilizzo dei pagamenti contactless mediante cellulare ai contanti e ai bancomat.

Infatti, durante l’emergenza covid-19 e anche quando inizierà la fase 2, l’utilizzo del mobile payment avrebbe diversi vantaggi. Oltre alla tracciabilità del denaro, riuscirebbe a contenere la circolazione di virus e batteri. Da un lato limitando lo scambio di moneta e banconote, dall’altro diminuendo la frequenza del ritiro dei contanti ai bancomat. Questo significherebbe non fare file agli sportelli e non digitare su tastiere e touchscreen.

Una soluzione veloce, comoda e “pulita” che arriva dal mondo della Fintech.

Nuove opportunità di business per la Fintech

Il mobile payment in questo particolare momento di emergenza potrebbe rappresentare una interessante opportunità di business per alcune Fintech.

I pagamenti contactless, approvati e promulgati dal mondo sanitario, hanno registrato un incremento importante in termini di diffusione tra le persone: si diffonde la convinzione che pagare mediante il cellulare sia una soluzione semplice ed efficace.

La domanda è: saranno le aziende già affermate nel mondo dei pagamenti contactless a sfruttare al meglio questa nuova esigenza sociale o nasceranno nuove startup per sfruttare questa nuova opportunità di business? Lo sapremo molto presto.

Come funziona il mobile payment

Ad oggi esistono diverse app che offrono questo servizio. Le tecnologie alla base sono fondamentalmente due: l’NFC e il Qrcode.

La prima è una “comunicazione a stretto raggio”. Questo vuol dire che il cellulare e il lettore di carte POS devono trovarsi ad una vicinanza di circa 2 o 3 centimetri e connettersi in modalità wireless per procedere al pagamento.

La seconda, invece, permette il pagamento quando la webcam del cellulare inquadra il QR code che viene generato dall’esercente sulla casa o sul suo cellulare. Il QR code è una sorta di evoluzione del codice a barre, poiché contiene al suo interno numerosissime informazioni.

Covid e Mobile Payment

L’emergenza covid-19 ha sicuramente giocato un ruolo importante nell’impennata nel numero di utilizzatori di mobile payment app. Lo dimostrano i dati dell’osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano: Satispay, la più famosa app di mobile payment in Italia, in seguito al lockdown ha visto un incremento nell’utilizzo dei servizi del +30%.

Resta però un limite ad una diffusione più capillare di questo strumento di smart payment: la diffidenza in tema di sicurezza. Cosa succede in caso di smarrimento del cellulare? In realtà la risposta è semplice: basta bloccare il cellulare e l’applicazione di payment. A tranquillizzare i più scettici i risultati di una ricerca dell’osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano:

da un lato capita molto più spesso di perdere il portafogli rispetto al cellulare, dall’altro se in caso  di smarrimento del cellulare occorrono in media solo 15 minuti per rendersi conto dell’accaduto, nel caso del portafogli occorrono ben 2 ore.

Qualche app interessante

Il numero di app che permettono pagamenti contactless stanno aumentando negli ultimi anni.

Ecco qualche esempio interessante. La più famosa di tutte è sicuramente Satispay. Molto diffusa presso i piccoli esercenti che possono offrire pagamenti contactless, senza i costi del POS. Infatti, nel caso di importi inferiori a 10 euro non prevede commissioni per gli esercenti. Questi ultimi decidono spesso di tradurre una parte di questo risparmio in strumenti di fidalizzazione della clientela, come il cashback o i buoni spesa. Ad oggi 100.000 esercizi commerciali sono convenzionati a Satispay, si possono effettuare pagamenti verso la Pubblica Amministrazione e, in seguito all’emergenza covid-19, prenotare il cibo pagandolo con l’app.

Un altro esempio è Hype. Una carta prepagata virtuale da usare mediante app. Tra le funzioni disponibili, oltre ad inviare denaro ai contatti in rubrica ed effettuare o ricevere bonifici, è possibile effettuare pagamenti in negozi fisici. Anche Google e Apple non potevano mancare alla lista delle app di mobile payment. Con Google Pay, avendo a disposizione un account Gmail e utilizzando Google Assistant, è possibile perfino pagare tramite un comando vocale. Apple Pay, invece, può essere utilizzato su tutti i dispositivi mobili Apple: iPhone, iPad e anche Apple Watch.

Se il cellulare è per tutti così essenziale da sentirlo quasi una estensione del nostro corpo, è davvero molto probabile che il futuro del mobile payment riserverà sicuramente delle belle sorprese. Si potrà uscire di casa sempre di più senza portafogli, ma mai senza telefono.

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