Tempo di Finanza

Usa e Cina: segnali positivi sui negoziati commerciali

08.01.2019

Segnali positivi dai colloqui sui negoziati commerciali fra Usa e Cina che stanno prendendo vita in questi giorni a Pechino. L’accordo fra le due superpotenze sembra sempre più vicino.

L’attenzione dei grandi investitori in questi giorni è concentrata su Pechino dove hanno preso il via i colloqui sui negoziati commerciali fra Usa e Cina. Siamo quasi a metà della tregua di 90 giorni, siglata dai presidenti Donald Trump e Xi Jinping, a margine del G20 di Buenos Aires avvenuto a inizio dicembre. Ora le due super potenze si ritrovano a discutere sui diversi punti che determineranno il futuro delle politiche commerciali mondiali.

Le tematiche sono molteplici: dalle importazioni cinesi di prodotti agricoli americani, alle questioni legate al progetto Made in China 2025, fino ad arrivare alle tariffe sulle auto e all’eventuale maggiore apertura dell’economia cinese ad aziende straniere.

L’arduo compito di trovare una forma di dialogo è stato affidato a una delegazione di esperti cappeggiata dal vice rappresentante per il Commercio americano, Jeffrey Gerrish e dal suo omologo cinese.

Gli umori sono positivi

In questi giorni comunque si respira un cauto ottimismo. Il Ministro degli Esteri cinese ha dichiarato che sia Cina sia Stati Uniti sono favorevoli al dialogo e alla ricerca di una soluzione comune. “Sin dall'inizio abbiamo pensato che le frizioni commerciali tra Usa e Cina non siano positive per nessuno dei nostri Paesi e per l'economia mondiale... Lo sviluppo della Cina ha un potenziale enorme e abbiamo una grande fiducia nei forti fondamentali di lungo termine della nostra economia".

Anche sul fronte americano si è avuta conferma di una distensione dei rapporti. Trump ha dichiarato che i negoziati "stanno andando molto bene" e che già si sta lavorando al prossimo incontro previsto durante il World Economic Forum a Davos (Svizzera) dal 22 al 25 gennaio.

Un altro segnale positivo lo fa intravedere Wilbur Ross, segretario americano del Commercio, che in un’intervista, ha sottolineato il fatto che i dazi Usa imposti sulle importazioni cinesi stiano frenando l'economia cinese e ledendo la capacità di Pechino di creare occupazione. Sarà dunque inevitabile per la Cina trovare un accordo per far ripartire la sua economia ed evitare così tensioni sociali.

I mercati intanto sono cauti

I segnali di distensione nella guerra dei dazi però non hanno avuto un immediato riscontro sui mercati. Wall Street in particolare si riscopre cauta dopo il poderoso rally di venerdì scorso, dovuto a un ottimo rapporto sull'occupazione americana a dicembre e alle rassicurazioni giunte dal governatore della Federal Reserve. Gli investitori non si sbilanciano e attendono nuovi e concreti sviluppi sulla vicenda.

Infine c’è la questione Nord Coreana

A Pechino è arrivato, a bordo del suo blindatissimo treno verde, anche il leader nordcoreano Kim Jong-un su invito del Presidente cinese Xi Jinping. Una mossa politica non da poco.

La Cina, principale alleato economico e politico di Kim Jong-un, si inserisce di forza come principale intermediario nell'approccio negoziale tra Nord Corea e Stati Uniti per la questione della denuclearizzazione.  Secondo alcuni analisti questa sarà un’ulteriore carta che Pechino potrà spendere nei futuri accordi di politica commerciale con Washington.