Tempo di Finanza

TLTRO, la parola magica che può far volare i mercati

19.02.2019

Mentre Coeure pronuncia la parola magica “Tltro” facendo sperare in una boccata di ossigeno per l’economia reale, l’Italia, spaventata dalle clausole di salvaguardia, risulta il Paese dell’Eurozona che frena di più.

La settimana scorsa Benoit Coeure, membro del board della Bce, ha pronunciato la parola magica, “Tltro”, tanto attesa dagli investitori dato il rallentamento dell’economia europea. Tltro è l’acronimo di Targeted Longer-Term Refinancing Operations, ovvero quelle operazioni mirate al rifinanziamento a lungo termine offerte dall'Eurosistema agli enti creditizi.
Si tratta di operazioni con l’obiettivo di migliorare il funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria. Il Tltro, strumento a disposizione della BCE, sostenendo l'erogazione del credito bancario all'economia reale rappresenta una possibile boccata d’ossigeno per l’economia.
Per il momento, però, rimangono mere dichiarazioni. La notizia positiva, inoltre, dev’essere mitigata dalle considerazioni di Coeure: il rallentamento dell’economia è più grave del previsto.

L’Italia ringrazia, ma i problemi rimangono

Anche se nulla è ancora confermato, la notizia ha scatenato immediatamente un effetto di euforia sui mercati finanziari, in particolare in Italia, dove l’indice Ftse Banche è balzato del 3,18% e il Ftse Mib ha guadagnato l’1,62%.
Un’iniezione di fiducia solo apparente che non riesce a cambiare la situazione economica italiana giunta ormai a un livello critico. È il Paese dell'Eurozona che frena di più, con il peggioramento delle previsioni sul Pil che dall'1,1% allo 0,3% e il debito pubblico in continua crescita - si sono aggiunti altri 53,2 miliardi di euro - a certificarlo è Bankitalia: da 2.263,5 miliardi di euro dell'anno precedente del 2018 si è arrivati a 2.316,7 miliardi di euro.
Si tratta di un trend preoccupante che potrebbe peggiorare ulteriormente. I dati negativi sulla crescita, arrivati nel quarto trimestre del 2018, mostrano l'entrata in recessione dell'Italia costringendo a rivedere al rialzo il rapporto debito/Pil per 2019 che ora si stima con un incremento che oscilla dal 2,5% al 3,0%.

La spada di Damocle delle clausole di salvaguardia

A detta di Confindustria a spaventare di più sono le clausole di salvaguardia introdotte dal Governo italiano.
Con le clausole di salvaguardia il Governo si è assunto l’impegno nei confronti della Commissione europea di rispettare determinati target fiscali. In assenza di tagli alla spesa o di aumenti delle entrate entro un termine prestabilito, le clausole farebbero scattare automaticamente il rialzo di tasse, come le aliquote IVA e le accise sul carburante.
Il Centro Studi Confindustria sottolinea che il ricorso alle clausole di salvaguardia "invece di rassicurare le istituzioni europee e i mercati sta avendo l’effetto di aumentare l’incertezza sui conti pubblici italiani. Il Governo dovrebbe proporre alla Commissione europea un piano in cui si impegna a non introdurre nuove clausole e a coprire una quota sufficientemente ampia di quelle in vigore".
Tutta questa incertezza sui mercati finanziari danneggia la fiducia e riduce gli investimenti. Il rally fatto registrare dalla Borsa italiana da inizio anno ad oggi potrebbe così tramutarsi ben presto in un fuoco di paglia.