Tempo di Finanza

Regno Unito alla resa dei conti

11.12.2018

La Brexit è a rischio e adesso il mondo si chiede quale sarà il futuro del Regno Unito.

La Corte di giustizia dell’Ue ieri ha stabilito che il Regno Unito avrà la possibilità di revocare in modo unilaterale la Brexit. Questa opzione sarà applicabile solo fino al prossimo 29 marzo 2019, ovvero fino a quando l’accordo di divorzio con la Comunità Europea entrerà ufficialmente in vigore.
La sentenza è arrivata proprio qualche giorno prima del voto sulla Brexit previsto alla Camera dei Comuni dove i sondaggi prevedevano una schiacciante sconfitta per il governo.
Il ministro dell'Ambiente, Michael Gove, è corso subito ai ripari e ha definito irrilevante il verdetto della Corte.  “Questa sentenza non altera il referendum del 2016, né la chiara volontà del governo di assicurare che il Regno Unito lasci l'Ue il 29 marzo. Noi non vogliamo restare nell'Ue, 17,4 milioni di persone hanno mandato un messaggio chiaro.”
Anche la prima ministra, Theresa May, si è attivata immediatamente convocando d’urgenza un Consiglio dei ministri per annullare e rinviare a una data ancora da stabilirsi il voto sulla Brexit. La situazione è veramente delicata, nell’opposizione intanto cresce la speranza di convocare un secondo referendum per ribaltare il risultato del 2016.  La questione Brexit risulta quindi ancora del tutto aperta e i possibili scenari in continua evoluzione.

Mercati scossi dall’arresto del CFO di Huawei

I mercati azionari, la scorsa settimana, hanno reagito negativamente alla notizia dell’arresto in Canada, su richiesta statunitense, di Wanzhou Meng il CFO di Huawei e figlia del fondatore.  Gli investitori sono particolarmente preoccupati di un possibile aumento delle ostilità commerciali tra Cina e Stati Uniti. Tutti i principali listini hanno accusato il colpo e nessuno è riuscito a limitare le perdite: MSCI USA - 1.4%, MSCI Europe -4.7%, MSCI China -0.7% e MSCI Emerging -1.9%.

Rimbalzo del petrolio

Dopo diverse settimane negative il petrolio ha trovato un rimbalzo. La notizia di un accordo sui tagli di produzione fra i Paesi dell’Opec ha rilanciato le quotazioni del brent che ha chiuso la settimana con un +0.9%. Ottime notizie anche per l’oro che ha raggiunto il massimo livello delle ultime cinque settimane a USD 1,238 (+1.1%), mentre il rame, più sensibile alle difficoltà della crescita economica, è diminuito del 2.3%.