Tempo di Finanza

Moody's taglia il rating dell'Italia

23.10.2018

I mercati azionari rallentano bruscamente e gli spettri di una contrazione economica si fanno più evidenti. 

La scorsa settimana si è conclusa con il declassamento, da parte di Moody’s, del rating dell’Italia da Baa2 a Baa3. Il giudizio dell’agenzia era già stato pronosticato da alcuni analisti. Le ragioni di questa bocciatura stanno soprattutto nel fatto che “manca un piano coerente per la crescita”. Il cambio della strategia voluto dal governo che prevede un deficit più elevato rispetto alle attese non convince. Preoccupano in modo particolare tre azioni previste nella legge di bilancio: il reddito di cittadinanza, il rilancio dei centri dell'impiego e anche la riforma della legge Fornero sulle pensioni. Queste tre misure, si stima, costeranno circa uno 0,8% del Pil per ognuno dei prossimi tre anni. Il verdetto di Moody’s è severo e porta il giudizio sulla credibilità del nostro Paese a un passo dal livello “spazzatura”.

Ora l’attesa è per venerdì 26 ottobre quando arriverà il verdetto dell’altra importante agenzia di rating: Standard & Poor’s.

Borse mondiali in risalita

Le borse mondiali archiviano una settimana positiva dopo i forti ribassi delle sedute precedenti. L’indice MSCI USA è cresciuto del 1.5% e l’MSCI Emerging ha chiuso con un incoraggiante +1.7%. Positivo anche l’MSCI Cina che si accontenta di un +0.7%. Da inizio anno è il mercato con la peggior perfromance: -19.1%. Infine, i listini europei e quello giapponese si sono attestati su valori leggermente positivi.

Commodities fra alti e bassi

Il petrolio ha chiuso la scorsa settimana in calo dell’1.2%. Il barile di petrolio viene ora scambiato a USD 79.3. Gli analisti sono preoccupati delle continue tensioni geo-politiche in medio oriente. In vista, infatti, ci potrebbero essere delle sanzioni statunitensi contro l’Arabia Saudita che porterebbero, a loro volta, a ritorsioni da parte dei sauditi. La minaccia è quella di un taglio alla produzione del brent e di un conseguente rialzo dei prezzi. Si pensa che l’Arabia Saudita possa tagliare fino a 500.000 barili al giorno di produzione di greggio in risposta a qualsiasi sanzione statunitense.

Per quanto riguarda invece le altre commodities si registra l’aumento dell’oro dello 0.1% a USD 1,226 e il calo del rame dell’1.4% a USD 6,157.

In attesa del reporting delle grandi aziende americane

Negli Stati Uniti è iniziata la “reporting season” per le grandi aziende americane. Ottimi risultati sono già pervenuti dai titoli del settore finanziario, ma in questa settimana si attendono i risultati dei “big” di molti altri settori che rappresentano circa il 40% della capitalizzazione dell’indice S&P 500.

Per l’Europa, una giornata importante da tenere sotto controllo, sarà quella di giovedì 25 ottobre quando il Presidente Mario Draghi parlerà a margine del meeting sulla politica monetaria della BCE. Sicuramente ci saranno molti dettagli importanti da valutare per gli analisti.