Tempo di Finanza

Lo spread torna a correre, nuovi guai per l'Italia

20.11.2018

l’Italia potrebbe essere nuovamente bocciata dalla Commissione Europea e intanto lo spread Btp/Bund vola verso nuovi massimi.

La probabile bocciatura da parte della Commissione Europea della manovra di bilancio dell’Italia affossa la Borsa italiana e rimette in moto la corsa dello spread tra Btp e Bund che questa mattina sfonda la soglia dei 330 punti base.
Salvo colpi di scena dell'ultima ora, si apprende da fonti europee che Bruxelles dichiarerà la manovra italiana non in linea con le regole del Patto di stabilità. Inoltre, non si esclude da parte della Commissione l’apertura di una procedura di infrazione per mancato rispetto della regola del debito nei confronti dell'Italia.
"Scostamenti del deficit che non sono grandi, perciò dico che bisogna riportare la discussione alla portata reale. Era necessario aumentare il deficit per fare le cose che il Governo riteneva importanti, ma certamente non abbiamo sforato i parametri". Così Giovanni Tria, Ministro dell’Economia, cerca da un lato di minimizzare il problema e dall’altro di convincere i colleghi europei
Anche gli investitori, seriamente preoccupati, manifestano perplessità sull’operato del Governo, lo testimoniano i primi risultati deludenti che ha fatto registrare il Btp Italia di Novembre 2018. Il collocamento è iniziato nella giornata di ieri e proseguirà, salvo chiusura anticipata, fino alle ore 17:30 di domani. Per il momento gli acquisti non decollano e si preannuncia così un grande flop.
Il Governo a questo punto sarà costretto a correre ai ripari, proponendo soluzioni concrete e convincenti: la situazione sta diventando sempre più pesante per l’economia italiana, è necessario un cambio di rotta immediato.

Anche in Inghilterra le cose non vanno meglio

"L'ultima tappa è sempre la più dura, ma non abbiate dubbi: sono determinata ad attuare la Brexit” così Theresa May ha dichiarato ieri in una conferenza alla Confindustria britannica (Cbi). La Premier tira dritto sulla sua strada nonostante il durissimo scontro che si è scatenato all’interno del suo governo dopo l’approvazione dell’accordo Brexit raggiunto mercoledì scorso con l’Unione Europea.
La May non si è spaventata delle dimissioni di diversi ministri, fra i quali spicca il nome dell’ormai ex ministro per Brexit, Dominic Raab, nè la preoccupa l’ipotesi di una mozione di sfiducia nei suoi confronti portata avanti dai suoi colleghi di partito. Quindi al momento non trapela alcun ripensamento, l’ostacolo più grande è l’approvazione dell’accordo sulla Brexit al Parlamento britannico dove però, secondo una prima stima, mancherebbe l’appoggio di circa 80 parlamentari.

E il Petrolio crolla

Oltre ai mercati azionari, anche il mondo delle commodities è influenzato dalle vicende politiche.  Nel breve termine i timori per l’economia globale hanno inciso sull’andamento negativo del petrolio nel corso della scorsa settimana. Il brent è reduce da una brusca frenata: -5,7%; il prezzo è sceso a USD 66.62 al barile, il più basso degli ultimi otto mesi.
A influire sull’andamento, oltre alle tensioni geopolitiche si sono aggiunte le previsioni di un eccesso di offerta per il primo semestre 2019 (stima dell’International Energy Agency nel suo World Energy Outlook 2018).