Tempo di Finanza

La grande corsa delle Borse da inizio anno

30.04.2019

Tutte le principali Borse mondiali da inizio anno hanno messo a segno performance importanti. Durerà ancora questo rally? Intanto il gigante Google risente della multa della Commissione UE: i ricavi crescono, ma meno dell’anno precedente.

Le borse mondiali in questi giorni stanno tornando sui massimi che avevano fatto registrare lo scorso settembre. In sei mesi l’umore degli investitori è cambiato più volte. Se a fine anno il clima era di quelli pesanti con i riflettori puntati sulla decisione della Fed di alzare i tassi di interesse e sulla prospettiva di un rallentamento dell’economia globale, a inizio anno, invece, è arrivato il dietrofront della Banca Centrale Americana che ha ridisegnato l’intero scenario economico e, più recentemente, è arrivata la spinta positiva degli ottimi dati delle trimestrali delle aziende.
Da inizio anno l’indice Msci World ha guadagnato il 15,4% e Piazza Affari è cresciuta del 18,5%. Il rally maggiore è stato messo a segno dalle borse cinesi, che ad oggi, fanno segnare un + 28% per Shanghai e un +37% per Shenzen.
I titoli azionari hanno subito variazioni importanti nel corso degli ultimi mesi e sembrerebbe che anche nel prossimo futuro le aspettative sono di grande volatilità. L’attenzione degli analisti sta tornando nuovamente a concentrarsi sugli sviluppi della politica monetaria americana. Si attende infatti con trepidazione la riunione del FOMC, Federal Open Market Committee, che si concluderà mercoledì primo maggio, quando la Fed si pronuncerà sui tassi.
Al momento per gli investitori nulla sembra così certo e le previsioni che possono essere prese sono solo per il breve periodo.

L’economia americana continua a correre

Adesso si è piuttosto certi dell’erronea previsione sulla tenuta dell’economia americana. A fine 2018 si era diffusa la convinzione da parte dei principali analisti che il ciclo degli Stati Uniti fosse arrivato ai titoli di coda. Infatti, dopo oltre 10 anni di crescita e tanti indicatori che segnalavano un possibile rallentamento dell’economia, si era diffusa la opinione fra gli investitori di non puntare più sugli USA. Oggi tutto questo è cambiato, i timori per l’economia americana si sono allontanati facendo tornare l’ottimismo.
Fra i comparti che hanno ritrovato più smalto spicca quello tecnologico, con i principali titoli di questo settore che hanno fatto registrare una crescita media di oltre il 22% da inizio anno. Ma il vero banco di prova per le prospettive future arriverà nei prossimi giorni con i dati relativi alle trimestrali di colossi come Tesla, Facebook, Microsoft, Apple.

Google non soddisfa le attese

Ieri è arrivata una fra le trimestrali più attese dagli analisti: Alphabet, società controllante di Google. Il motore di ricerca più famoso al mondo ha chiuso i primi tre mesi del 2019 con 6,657 miliardi di dollari di utili, in calo rispetto ai 9,4 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso. Un risultato penalizzato dalla multa di 1,49 miliardi di euro comminata a marzo dalla Commissione Ue per pratiche anticoncorrenziali nel mercato della pubblicità online. I ricavi seppur cresciuti nel trimestre del 17% annuo a 36,339 miliardi di dollari, sono stati inferiori rispetto alle aspettative che prospettavano entrate per 37,33 miliardi di dollari. I margini sono scesi al 18% dal 25% dell’anno precedente. Un piccolo choc per il gigante Google.