Tempo di Finanza

La FED torna sui suoi passi

05.02.2019

La FED e le altre Banche Centrali fanno dietrofront ridando fiducia agli investitori in questi primi mesi del 2019.

Da inizio anno sicuramente qualcosa è cambiato alla Fed e la conferma si è avuta mercoledì scorso alla prima riunione dell’anno del FOMC, il Comitato di politica monetaria.
Infatti, il Presidente della Fed, Jerome Powell, se negli ultimi mesi dell’anno appena passato aveva più volte proclamato i rialzi dei tassi di interesse per il 2019, in tale occasione si è dimostrato più cauto, dichiarando alla stampa che i tassi di interesse (attualmente al 2,25-2,50%) rientrano in un giusto range e che dunque non sono necessari al momento ulteriori rialzi.
Un cambio di rotta che sicuramente nasce dalla valutazione degli sviluppi economici e finanziari globali, ma anche dai malumori dimostrati da Wall Street a fine 2018.

Le Borse ringraziano

Nel mese di dicembre si era assistito al crollo dei mercati azionari spinto dalla temuta fine delle politiche espansive nel 2019. L’anno nuovo, invece, si è aperto all’insegna di una ritrovata fiducia grazie ad un cambiamento nell’atteggiamento della Fed e un po’ di tutte le Banche Centrali, divenute più caute rispetto al passato. L’umore degli investitori è migliorato e sono muovendo nuovamente gli acquisti sui mercati.
Nel mese di gennaio, infatti, Wall Street è risalita dell’8% e il Nasdaq del 9%. Si tratta della miglior performance mensile da ottobre 2015. Un rimbalzo che ha contagiato tutti i listini mondiali, tra cui l’Italia.
Dati positivi anche per il Ftse Mib che è cresciuto del 7,68%, l’incremento più elevato fra tutte le Piazze europee.
Intorno al 6% la risalita di Madrid (+6,05%), Francoforte (+5,8%) e Parigi (5,5%), più contenuta invece la crescita di Londra (+3,5%).

Un’euforia non del tutto giustificata

Il dietrofront delle Banche Centrali ha senza dubbio riportato un clima di fiducia sulle principali borse mondiali, ma nell’economia reale purtroppo l’aria che si respira non è così ottimistica.
I mercati al momento brindano alla pausa dei rialzi dei tassi d’interesse, ma chi oggi prevede il ritorno di una fase toro dovrebbe forse prestare più attenzione a quei segnali evidenti che arrivano dai mercati obbligazionari.

Trump torna all’attacco

Nonostante il cambio di rotta della Fed, i rapporti tra Donald Trump e Jerome Powell rimangono ancora molto freddi. La scelta di Jerome Powell come Presidente della FED a detta di Trump è stata la sua peggiore decisione durante il suo mandato presidenziale.
Sembrerebbe che il Presidente degli Stati Uniti stia valutando nuovi candidati per sostituire Powell. In pole position tra i possibili candidati Herman Cain, l’ex Ceo del gruppo della ristorazione Godfather's Pizza ed ex candidato repubblicano alle presidenziali Usa del 2012, e l'economista Marvin Goodfriend. Fondamentalmente l'obiettivo è quello di riformare la Banca Centrale per averne così il controllo diretto.