Tempo di Finanza

La contromossa cinese

14.05.2019

La risposta di Pechino a Trump è dura: nuovi dazi colpiranno ben 60 miliardi di esportazioni americane.

La contromossa cinese all’introduzione dei nuovi dazi americani di venerdì scorso era prevedibile. La Cina è passata subito al contrattacco minacciando un rialzo del 25% sui dazi su ben 60 miliardi di esportazioni americane a partire da giugno. Mettendo a rischio ben 2.493 beni made in USA.
Questa mattina il ministero delle Finanze cinesi ha pubblicato l'annuncio dei nuovi dazi facendo letteralmente tremare le Borse di tutto il mondo. Il Dow Jones perde il 2,32% a 25.342,00 punti, il Nasdaq crolla del 3,14% a 7.667,61 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 2,38%. Tra i titoli peggiori Uber che arretra del 10,3% e Apple del 5,6%. Anche le principali Borse europee reagiscono negativamente: Francoforte -1,3%, Milano -1,2%, Parigi -1,1% e Londra -0,5%. Un vero e proprio terremoto che avrà ripercussioni anche nel prossimo futuro.

Le dichiarazioni di Trump

Il Presidente americano, come un fiume in piena, ha rilasciato dichiarazioni non appena sono state apprese le contromosse cinesi.
“Io dico apertamente al presidente cinese e a tutti i miei amici in Cina che il Paese sarà colpito duramente se non si raggiungerà un accordo, perché le aziende saranno costrette a lasciare la Cina per altri Paesi.”
Aggiungendo inoltre che non ci saranno passi indietro da parte degli USA: “La Cina ha approfittato degli Stati Uniti per così tanto tempo che ora ha un enorme vantaggio. Questo perché i nostri presidenti non hanno fatto il loro lavoro. Quindi farebbe meglio a non replicare perché questo peggiorerebbe le cose».
Parole che risuonano come minacce lasciando presagire un’escalation della guerra commerciale tra Usa e Cina. 
Le conseguenze di questa situazione potrebbero essere molto gravi per l’economia globale. Secondo la società di ricerca britannica Oxford Economics tra gli scenari possibili ve ne è uno piuttosto apocalittico: una sorta di “Armageddon tariffario”.

C’è chi non soffre per la guerra commerciale

La volatilità sui mercati finanziari è decisamente alta in questo periodo e ogni notizia può influenzare in modo considerevole l’andamento dei titoli. Gli investitori per questo motivo sono abbastanza preoccupati e si stanno spostando verso investimenti più sicuri o comunque meno influenzabili dalle notizie dei dazi.
Sul mercato dei cambi, ad esempio, hanno fatto registrare buone performance lo Yen e il Franco svizzero considerati beni rifugio. Un settore, invece, apparentemente indifferente a questo caos è il petrolio: alla chiusura degli scambi europei ieri il Brent ha aggiunge lo 0,6% a 71 dollari. Infine, anche l'oro accelera la sua corsa guadagnando 1 punto percentuale e arrivando così a un passo dai 1.300 dollari l'oncia.