Tempo di Finanza

La Brexit tiene ancora banco

05.03.2019

Giornate cruciali per la Brexit. Il prossimo 12 marzo il Parlamento inglese dovrà votare il nuovo accordo.

La scorsa settimana l’attenzione di tutta Europa si è concentrata ancora una volta sulla Brexit. Secondo il Primo Ministro, Theresa May, il Regno Unito troverà un accordo entro il 12 marzo. La Camera dei Comuni si è così riunita per cercare di risolvere la spinosa situazione.
La prima riguardava il cosiddetto piano B per la Brexit promosso da Corbyn che è stato bocciato. Una seconda bocciatura, con 288 sì contro 324 no, è arrivata per l’emendamento presentato dagli indipendentisti scozzesi dell'Snp chiedendo che una Brexit senz'accordo (no deal) fosse esclusa in qualunque caso e in qualunque momento.
Approvato invece l'emendamento della laburista Yvette Cooper che obbliga la Premier a chiedere un rinvio dell'uscita dall'Ue, rispetto alla data prevista del 29 marzo, nel caso in cui non si riesca a trovare un accordo entro il 14. Infine è stato approvato all’unanimità anche un altro emendamento che impegna il capo gabinetto a concordare con Bruxelles la tutela dei diritti dei cittadini Ue residenti nel Regno Unito e dei britannici trapiantati nel continente anche in caso di Brexit no deal. Il prossimo round ci sarà il 12 marzo quando la Camera tornerà a confrontarsi sulla nuova versione di accordo che presenterà Theresa May.

Oggi è un giorno cruciale per la Brexit

Oggi c’è grande attesa per l’incontro a Bruxelles tra il negoziatore per la Brexit dell’UE, Michel Barnier, e il team di negoziatori britannici. Il tema è sempre lo stesso: definire i dettagli di un nuovo accordo di divorzio definitivo da portare in approvazione alla Camera dei Comuni.
Al momento c’è un cauto ottimismo, Barnier, sabato scorso, ha dichiarato che l’Unione europea è aperta al dialogo per contribuire a far sì che il Parlamento inglese voti l’accordo sul divorzio. Rimane però irrisolta ancora la spinosa situazione sui confini irlandesi. Domani ci sarà proprio un incontro su questo tema dove parteciperanno anche il procuratore generale britannico Geoffrey Cox e il ministro britannico per la Brexit Stephen Barclay.

L’avvertimento di Bank of England

L’ipotesi di non trovare un accordo di uscita, secondo Bank of England, deve spaventare soprattutto l’Unione Europea. In un suo rapporto, Bank of England, ha infatti dichiarato che sarebbe “nefasto” il verificarsi di Brexit no-deal per l’economia europea.
Il sistema finanziario britannico tutto sommato riuscirebbe a fronteggiare e gestire la volatilità, ma per le famiglie e le aziende del resto d’Europa ci saranno invece pesanti conseguenze. Questo annuncio sembra più un monito per far sì che effettivamente si giunga ad un accordo.

Occhi puntati sulla sterlina

Negli ultimi giorni è scontato che ci sia una particolare attenzione sull’andamento della Sterlina. Nelle ultime sedute ha guadagnato terreno grazie alla possibilità che la Brexit venga posticipata. La Sterlina rimane tonica e al momento si assesta a un cambio euro/sterlina di 0,85, mentre il cambio sterlina/dollaro si aggira su 1,32. In generale a dirigere l’attuale andamento della Sterlina sono i costanti rumors sulla Brexit e molto meno le notizie riguardanti l’economia reale.