Tempo di Finanza

L’Italia un rischio per l’economia mondiale

22.01.2019

Per il Fondo Monetario Internazionale l’Italia è un rischio per l’economia globale, ma il Governo italiano ha un parere contrario e si è subito fatto sentire.  

 

La situazione finanziaria dell’Italia è ritenuta uno dei maggiori rischi globali, insieme alla Brexit. A dirlo è il Fondo Monetario Internazionale nella versione aggiornata del World Economic Outlook presentato a margine del Forum economico mondiale di Davos.
Le previsioni di crescita del nostro Paese sono state riviste al ribasso. Dalla prospettiva dell'1% di ottobre si è passati allo 0,6%. Nonostante gli spread italiani siano scesi dal picco di ottobre-novembre, restano alti e preoccupanti. E un periodo prolungato di rendimenti elevati metterebbe sotto ulteriore pressione le banche italiane, andando a pesare sull'attività economica e peggiorando la dinamica del debito.

Immediate le repliche italiane

Non si sono fatte attendere le repliche dei vari esponenti del Governo italiano. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini ha ribattuto in modo duro dichiarando: «Italia minaccia e rischio per l’economia globale? Piuttosto è il FMI che è una minaccia per l’economia mondiale, una storia di ricette economiche coronata da previsioni errate, pochi successi e molti disastri».
Il vicepremier Luigi Di Maio ha sottolineato che il Governo non tornerà indietro sulle scelte fatte: “Stiamo creando un nuovo stato sociale: non arretriamo di fronte a chi addirittura definisce l'Italia una delle cause della recessione economica. Non lo possiamo accettare. Se pensano che con qualche dato possano scoraggiarci si sbagliano: indietro non si torna".
Infine il ministro dell'economia Giovanni Tria ha cercato di rassicurare "Non credo che l'Italia sia un rischio né per l'Ue né globale, in realtà il rischio viene dalle politiche consigliate dal FMI".
A quanto pare le osservazioni del Fondo Monetario Internazionale, condivise da Bankitalia una settimana fa, non sono state proprio gradite dal Governo che sarà sicuramente costretto a fare qualche riflessione.

Brutte notizie un po’ per tutti

L’unica consolazione per l’Italia è che in generale il Fondo Monetario Internazionale ha ridotto le previsioni di crescita per tutta l’economia globale. Si ipotizza un’escalation nello scontro Cina-Usa sui dazi e un rallentamento ancora più deciso dell'economia cinese. Nel 2018 era  previsto un incremento del 3,7%, mentre le nuove stime di crescita globale prospettano un peggioramento nel 2019 (dal 3,7% al 3,5%) e nel 2020 (dal 3,7%  al 3,6%).
L’economia europea sta soffrendo non solo per l’Italia, ma anche per la frenata del Pil tedesco (+1,3% per il 2019) e di quello francese (1,5%). Non è positiva neanche la situazione degli Stati Uniti, dove si prevede un calo della crescita per il rialzo dei tassi della Fed.

La reazione dei mercati

I mercati azionari europei hanno reagito negativamente alle dichiarazioni del Fondo Monetario Internazionale. Il FTSEMib ha contenuto le perdite con un calo dello 0,35% a 19.639 punti, ma l’incertezza è molto elevata. In generale c’è un sentiment negativo sui mercati, gli investitori sono preoccupati per la revisione al ribasso delle previsioni di crescita dell’economia mondiale e dei i rischi derivanti dalla Brexit.
Wall Street ieri era chiusa per via della festività del Martin Luther King Day. Oggi però l’apertura si preannuncia negativa.  A impensierire ulteriormente gli investitori c’è anche un tweet di Trump che ha invitato la Cina a «trovare alla fine un accordo» sugli accordi commerciali. Un invito che suona più come una minaccia.