Tempo di Finanza

Italia a rischio recessione nel 2019

04.12.2018

Per il Governo italiano ancora brutte notizie: l’Europa boccia la manovra, gli imprenditori italiani sono in rivolta e Goldman Sachs taglia la stima di crescita del Paese.

Brutte notizie per il Governo italiano che continua a incassare duri colpi dall’Europa e dal comparto economico interno al Paese.
La prima bocciatura è arrivata dal vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, che in un’intervista televisiva è parso alquanto scettico in merito alla manovra economica italiana. "Se non ci saranno modifiche siamo pronti a procedere nella procedura per deficit eccessivo. La strategia espansiva di bilancio che il governo italiano ha adottato non sembra funzionare ed è importante per l'economia italiana che questa strategia venga corretta al più presto".
Il secondo durissimo colpo arriva invece da Torino, dal Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, durante la manifestazione in programma ieri a sostegno della Tav. "Se siamo qui è perché la nostra pazienza è quasi al limite. Se siamo qui tra artigiani, commercianti, cooperative, industriali, qualcuno si dovrebbe chiedere perché. La politica è una cosa troppo importante per lasciarla solo ai politici".
L’economia italiana è in pericolo e addirittura ormai si parla di rischio recessione.
Secondo Goldman Sachs non ci sono buone prospettive di sviluppo per il nostro Paese. Nel report, pubblicato ieri, l'istituto bancario ha rivisto la stima di crescita del PIL italiano per il 2019 abbassandola allo 0,4%. Gli altri analisti si sono dimostrati più fiduciosi e hanno pronosticato una crescita dell'1%, che rimane comunque molto lontana dall'1,5% preventivato dal Governo Conte.

Tregua di 90 giorni fra Stati Uniti e Cina

La notizia che sta dando fiducia ai mercati in questi giorni è quella relativa alla rimozione dei dazi in Cina sulle auto provenienti dagli Usa. La riunione a margine del G20, avvenuta domenica sera a Buenos Aires tra Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping sembra sia stata positiva e i mercati hanno da subito brindato.  La borsa di Shanghai ha chiuso in rialzo del 2,57%, mentre quella di Shenzhen addirittura ha messo a segno un +3,27%. Si tratta però solo di una tregua, fra 90 giorni infatti si inizierà a lavorare ad un accordo a tutto tondo sul commercio.

Petrolio continua la discesa

Sembra non fermarsi più la discesa del petrolio. Anche la scorsa settimana il brent ha perso il 2,93% raggiungendo la quotazione di USD 58.7. La situazione è difficile e solo il prossimo 6 dicembre si avrà un quadro più dettagliato grazie al meeting dell’OPEC.
Anche per le altre commodities il segno è stato negativo. L’oro e il rame sono scesi rispettivamente dello 0.4% a USD 1,224 e dello 0.7% a USD 6,212.

Da monitorare

Questa settimana si chiuderà con l’arrivo dell’importante report sull’U.S. employment. Una relazione molto attesa dagli analisti rappresentando un segnale chiave per capire cosa accadrà sui tassi di interesse prima del prossimo FOMC della Fed a metà dicembre.