Tempo di Finanza

Aspettando le elezioni USA midterm

06.11.2018

Occhi puntati sugli Stati Uniti, le elezioni di metà mandato sono alle porte. Cosa cambierà?

Nella scorsa settimana si è registrato un forte rimbalzo delle principali borse mondiali.  In America lo S&P 500 ha chiuso con un +2.42%, il NASDAQ +2.65% e il DOW JONES +2.36%. Molto bene anche le altre piazze internazionali: MSCI Europe in rialzo del +2.3%, MSCI Emerging +2.4%, MSCI China +3.2% e MSCI Japan +1.8%. Il rimbalzo sarebbe dovuto principalmente alle voci di un probabile accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina: a quanto pare si prospetta finalmente una tregua nella guerra dei dazi.

L’unica borsa a soffrire questa settimana è stata quella messicana. L’elezione del Presidente Andres Manuel Lopez Obrador ha destabilizzato i mercati, la sua decisione di bloccare un progetto aeroportuale già iniziato del valore di USD 13bn non è stato gradito dai grandi investitori.

Le elezioni americane midterm

Il prossimo 6 novembre negli Stati Uniti si svolgeranno le elezioni midterm, ovvero le elezioni di metà mandato. Non essendo un voto rivolto all’ufficio ovale della Casa Bianca, ma al rinnovo del Congresso, delle assemblee elettive dei singoli Stati e di alcuni governatori, non si deciderà il destino di Trump.   Tuttavia una nuova composizione del Congresso potrebbe sicuramente influenzare l’operato del Presidente nel prossimo futuro. Le elezioni midterm rappresentano una valutazione del lavoro svolto nei primi due anni del mandato di Trump, che attualmente non gode di alta popolarità.  Se i risultati elettorali dovessero riflettere questo calo di consensi, gli equilibri con l’opposizione dovranno essere rivisti.

Il Partito Democratico potrebbe intraprendere molteplici investigazioni contro il Presidente. Dall’evasione fiscale alla collusione con la Russia. Tutte iniziative che, fino ad ora, sono state continuamente bloccate dalla maggioranza repubblicana. In generale un “ribaltone elettorale” potrebbe aprire scenari totalmente nuovi in grado di influire non poco sugli andamenti dei mercati.

Il petrolio rallenta

È stata una settimana difficile per il petrolio che chiude in discesa del 5.2%, a 72.89 USD.

Nonostante le sanzioni, in vigore tra pochi giorni, da parte degli Stati Uniti all’Iran, ci si attende che la produzione rimanga comunque sostenuta. Per quanto riguarda le altre commodities: il rame ha perso il 2.2% raggiungendo i 6,226 USD, mentre l’oro è rimasto stabile con una quotazione attorno a 1,233 USD.

In attesa per la FED

Questa settimana l’attenzione degli analisti sarà focalizzata, oltre che sulle elezioni americane, anche su un altro importante appuntamento: la riunione della Fed il prossimo 8 novembre. La Banca centrale americana infatti si riunirà per deliberare sulla politica monetaria.  Le attese sono per il mantenimento dei tassi allo stato attuale, ma gli investitori saranno interessati su eventuali commenti che indichino quale sarà la direzione futura.