Focus del Mese

Superdollaro

19.07.2018

Il rafforzamento del dollaro sta mettendo a dura prova l’economia dei Paesi Emergenti. C’è un futuro per questi mercati?

La valuta americana ultimamente è in fase di costante rafforzamento e sta mettendo in allarme i mercati dei paesi emergenti. L’indice azionario MSCI Emerging Markets nell’ultimo anno e mezzo stava andando più che bene, ma da maggio 2018 in poi ha iniziato a dare segnali di cedimento allarmando sempre di più gli investitori. La politica monetaria della Federal Reserve di alzare i tassi d’interesse come da aspettative, non rende facile la vita di questi Paesi. Il rifinanziamento del loro debito in valuta americana si fa sempre più oneroso e pesa sulla crescita della loro economia. La causa principale della recente flessione dei mercati, però, è il superamento della barriera del 3% dei rendimenti dei titoli obbligazionari statunitensi a 10 anni. Non accadeva dal 2014, una soglia psicologica importante che ha fatto cambiare idea a molti gestori.

Cosa sta succedendo?

L’aumento dei rendimenti dei titoli obbligazionari negli Usa spinge gli investitori ad abbandonare le posizioni sui Paesi emergenti dove avevano accumulato negli ultimi anni ingenti quantità di soldi per andare a caccia di extra-rendimenti. In sostanza, se delle buone rendite si possono ottenere in un Paese solido e forte come gli Stati Uniti, viene meno la convenienza di puntare su delle Nazioni dove da sempre l’instabilità socio-politica è all’ordine del giorno. Questo nuovo scenario ha fatto schizzare alle stelle il dollaro americano.

Ecco le prime conseguenze

Turchia e Argentina sono due fra i paesi emergenti che più dipendono dal flusso di finanziamento e il rafforzamento del dollaro ha generato immediatamente un vero e proprio tracollo della loro valuta. La lira turca ha fatto registrare i minimi storici sulla valuta americana, mentre l’Argentina ha dovuto alzare i tassi d’interesse fino al 40% per arginare il crollo del Peso. Anche il Rublo Russo ha sofferto molto e ha lasciato sul campo quasi un 8% sul dollaro, dall’inizio dell’anno. È difficile fare previsioni sulle dinamiche monetarie, un dato certo è che nel prossimo anno, i paesi emergenti dovranno rifinanziare 2.900 miliardi di dollari di debito, dei quali il 27% è in valuta americana. Se il “superdollaro”, con le politiche di Trump, dovesse continuare ad apprezzarsi, per questi Paesi sarebbero guai seri.

Come comportarsi

In genere si tende a considerare i mercati emergenti come un’asset class omogeneo, ma in realtà non è così. Esistono da sempre differenze dal punto di vista storico, geografico e culturale, che alla fine hanno un peso rilevante anche sullo sviluppo economico tra un Paese e l’altro. Inoltre, altro dato fondamentale da considerare è la natura del debito che ogni Paese Emergente ha in essere: se è in valuta forte o in valuta locale. La prima tipologia è più facile da collocare sul mercato, mentre la seconda richiede tassi d’interesse maggiori e una posizione socio-politica più solida.

Questa duplice possibilità di emissione del debito tende a creare grandi differenze in termini finanziari fra i Paesi Emergenti.  La scelta strategica di puntare maggiormente sul debito in valuta forte o in valuta locale è determinante per il futuro dell’economia interna di queste nazioni. È necessaria un’abile visione globale e dinamica degli accadimenti socio politici internazionali che consenta di fare delle previsioni a breve, medio e lungo termine.

Qual è il futuro dei Paesi Emergenti

Anche se il “superdollaro” sta destabilizzando i mercati, sembrerebbe che il futuro per i Paesi Emergenti nel lungo periodo sia positivo. Generalmente le condizioni di questi Paesi sono migliori oggi rispetto a qualche anno fa e dovrebbero essere in grado di controbattere lo strapotere del dollaro. Secondo il Fondo Monetario Internazionale, nel 2018 le economie dei mercati emergenti sono stimate in crescita del 5%, quasi il doppio rispetto ai mercati sviluppati. È una partita tutta da giocare, per gli investitori non sarà facile prendere delle decisioni, dovranno prevedere tutti i possibili scenari se vogliono perseguire dei profitti!