Nuovo? No, ricondizionato
Risparmiare

Nuovo? No, ricondizionato

Stai pensando di acquistare un nuovo smartphone, tablet o computer? Potresti considerare un’alternativa: comprarlo ricondizionato, a un prezzo minore. Conviene a te e all’ambiente.
Data
13.04.2021

Il mercato dei dispositivi elettronici viaggia a una velocità incredibile: pensa che in Italia, uno smartphone ha una vita media di appena 17 mesi. Ciò significa che tantissimi dispositivi semi-nuovi non vengono più utilizzati. Questo ha contribuito all’esplosione del trend dei dispositivi elettronici ricondizionati: smartphone, tablet e computer usati a cui viene data una seconda vita.

Una tecnologia che rinasce

Il principio è quello dell’economia circolare: un oggetto usato viene aggiustato e poi rimesso sul mercato. Nel caso del ricondizionamento, il dispositivo preso in carico dal produttore o da aziende terze che ne verificano il funzionamento, resettano le impostazioni di fabbrica, effettuano le riparazioni necessarie e poi lo rimettono in vendita, nel pieno delle sue funzioni.

Per destreggiarsi nel mondo dei dispositivi rigenerati, esistono delle scale qualitative che indicano all’acquirente il grado di ricondizionamento: il grado A definisce un dispositivo usato riportato a una condizione impeccabile (il cosiddetto “come nuovo”), il grado B rappresenta un dispositivo perfettamente funzionante ma con qualche segno d’usura, il grado C indica un livello di ricondizionamento base.

Ma quanto si può risparmiare?

Acquistando un dispositivo ricondizionato è possibile risparmiare sul prezzo originale una cifra che va dal 30% al 60%. Lo sconto dipende da molti fattori: in primis la domanda da parte del pubblico di quel determinato marchio e la facilità di reperire i pezzi di ricambio per le aziende riparatrici. Ad esempio, per un brand come iPhone, il risparmio può arrivare al 40-60%.

Per i consumatori la convenienza è davvero rilevante. Ma a guadagnarci è anche l’ambiente.

Ogni anno l’economia mondiale consuma circa 93 miliardi di tonnellate di materie prime, di queste però solo il 9% vengono riutilizzate. Il ricondizionamento dei dispositivi elettronici rappresenta quindi una scelta anche di carattere etico, permettendo di ridare vita a prodotti che altrimenti si trasformerebbero in rifiuti che andrebbero a contribuire all’inquinamento ambientale.

Un mercato in forte espansione

Il mondo dell’informatica ricondizionata negli ultimi anni ha visto una crescita incredibile: dal 2014 ha registrato un incremento del 30,7%, passando dai 3,1 miliardi di euro del 2015 ai 6,9 miliardi di euro del 2017. In particolare, per il mercato degli smartphone, se nel 2015 i dispositivi ricondizionati erano circa 81 milioni, nel 2020 siamo arrivati a più di 222 milioni, con un tasso di crescita annuo del 22,3%.

Questi numeri nascono da una chiara soddisfazione dei consumatori: pensa che circa l’80% delle persone che hanno effettuato l’acquisto di un dispositivo ricondizionato dichiara che farebbe un secondo acquisto, anche di prodotti diversi, e ne consiglia la scelta ad un amico.

E tu, sei tra questi?

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