Alberi, alleati decisivi per evitare il riscaldamento globale
Investimento ambiente

Alberi, alleati decisivi per evitare il riscaldamento globale

Nella lotta al riscaldamento globale, tutti sono d’accordo sull’utilità di piantare gli alberi. Per scongiurare l’aumento della temperatura globale media, è necessario ridurre la quantità di CO2 presente in atmosfera.

Data
05.07.2019

Il dibattito pubblico intorno al tema del riscaldamento globale anima discussioni dai toni spesso accesi e con visioni molto divergenti. Ma nella distanza che separa chi segnala i rischi del climate change e chi invece respinge in toto l’esistenza stessa del problema, fortunatamente ci sono alcuni punti condivisi in merito all’attuazione di misure per migliorare le condizioni ambientali del pianeta. È il caso, ad esempio, della piantumazione di nuovi alberi per catturare CO2 dall’atmosfera, una misura esplicitamente indicata anche nell’ultimo rapporto dell’IPCC.

Il monito dell’IPCC

L’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) è un organismo scientifico internazionale per l’analisi e lo studio dei cambiamenti climatici. Istituito nel 1988 dalla World Meteorological Organization (WMO) e dall'United Nations Environment Program (UNEP), l’IPCC è uno strumento che le Nazioni Unite mettono a disposizione dei governi di tutto il mondo per conoscere i rischi del cambiamento climatico e per valutare possibili soluzioni. L'IPCC non svolge direttamente attività di ricerca o raccolta dati, ma fonda le proprie valutazioni basandosi sui rapporti delle maggiori istituzioni mondiali e sulla letteratura scientifica. Nel suo ultimo rapporto ha segnalato come sia necessario limitare l’aumento della temperatura globale media da 2 a 1,5 gradi nei prossimi anni, per la precisione nel periodo che va dal 2030 al 2052. Si tratta di solo mezzo grado, ma è decisivo.

Tutto ruota intorno alla CO2

Per scongiurare l'aumento di 2 gradi è necessario ridurre la quantità di CO2 presente in atmosfera. Le soluzioni indicate dall’IPCC per il conseguimento di questo obiettivo sono due: la prima punta sulla riduzione delle emissioni e la seconda sulla riforestazione.

Per ridurre le emissioni occorre diminuire il ricorso alle fonti energetiche fossili, migliorare l’efficienza energetica e rendere più sostenibile il nostro stile di vita quotidiano. In questo senso vi sono stati sforzi da parte di molti Governi, Organizzazioni Internazionali, ONG e Organizzazioni Ambientaliste, ma altrettante sono state le resistenze opposte da paesi dal grande peso economico e politico. Questo comporta una situazione di stallo sostanziale, che rischia di rendere piuttosto velleitari gli impegni per raggiungere gli obiettivi di riduzione del riscaldamento globale.

Una soluzione condivisa

La seconda soluzione proposta dall’IPCC incontra, invece, minori resistenze e consiste nell’aumentare le aree forestali del pianeta, che fungono da veri e propri serbatoi di cattura e stoccaggio della CO2. In questo senso, la prima urgenza è impedire il più possibile la deforestazione. Oggi la distruzione delle foreste è infatti una delle principali cause di emissione di anidride carbonica. Ci sono stime diverse, ma sostanzialmente concordi nel sostenere che tra il 25 e il 30% dei gas serra rilasciati ogni anno nell’atmosfera provengano proprio dalla deforestazione. La sola riduzione della deforestazione però non basta, è necessario riforestare e piantare nuovi alberi, così da espandere il manto forestale della Terra e assorbire la CO2 in eccesso nell’atmosfera. Vi sono già molte iniziative di riforestazione in programma o in corso, ispirate da molteplici preoccupazioni, che vanno dal cambiamento climatico all’espansione dei deserti, dalla conservazione del suolo alla vivibilità nei contesti urbani.

Questa strada, essendo maggiormente condivisa, promette di essere percorsa con più possibilità di successo.

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