Focus del Mese

Il mercato dei fast food

21.02.2019

Il fast food resta ancora oggi nella top five dei gusti dei consumatori, ma tra “healthy food” e consumo consapevole gli scenari di mercato stanno sensibilmente cambiando. In Italia “il cibo veloce” scende in strada portando sapori e profumi regionali e di alta qualità.

Le radici dei primi fast food affondano negli Stati Uniti degli anni 50, quando le prime catene di ristorazione veloce iniziano a muovere i primi passi nel complesso mondo della ristorazione.
Quando si parla di fast food il primo brand che salta alla mente è senza dubbio lo storico Mc Donald’s che, con un fatturato di quasi 100 miliardi di dollari, attualmente è la più importante catena di ristorazione al mondo.
La celebre catena ha assunto un ruolo così importante nello scenario economico che l’Economist nel 1986 ha creato un indice, il cosiddetto “The Big Mac index”, uno strumento di comparazione del potere d’acquisto di una valuta che nel paniere di confronto dei prezzi prevede anche un singolo Big Mac. Il panino più famoso al mondo è diventato così un indicatore economico.

Un fenomeno in evoluzione

È proprio negli Stati Uniti, il luogo in cui i primi panini succulenti sono comparsi, che l’industria dei fast food continua ad avere il suo maggiore sviluppo. Il solo mercato statunitense delle catene fast food vale quasi 200 miliardi di euro.
Anche in Europa l’offerta di questa tipologia di ristorazione ha registrato riscontri positivi. Secondo una recente indagine, condotta da Dalia Research, sugli stili di consumo alimentari dei cittadini di quattro Paesi - Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna - le richieste di “American burgers” sono aumentate e gli hamburger rientrano nella top five degli alimenti più desiderati. È interessante notare anche le nuove tipologie di fast food, per esempio i “chinese food” sempre di più diffusi, soprattutto in Gran Bretagna dove raggiungono il maggiore successo.
Ad oggi, però, le previsioni riguardo al mercato del fast food non sono rosee. I motivi sono molteplici e di varia natura: l’aumento del costo del personale, l’evoluzione degli stili di vita e dei gusti dei consumatori e l’agguerrita competizione tra le grandi catene.
Tra queste ultime quelle guidate da un management più intraprendente, consapevole dei cambiamenti in atto nella società, hanno cercato di rinnovarsi riuscendo a continuare a presidiare il mercato, per le altre resta una severa ed inevitabile selezione naturale.

Il Futuro del Fast food

La ricerca “Health/Wellness: as medicine”, condotta da Nielsen, su di un campione di trentamila persone di 63 Paesi diversi ha certificato che: “i consumatori sono sempre più attenti alla propria alimentazione e alla qualità dei prodotti presenti sul mercato”.
In particolare gli italiani cavalcano a pieno questo trend: quasi uno su due dichiara che un regime alimentare controllato fa parte del proprio stile di vita ed è costante e in crescita la ricerca di prodotti biologici, superfood, materie prime a chilometro zero e soluzioni in grado di coniugare benessere, qualità senza rinunciare alla velocità di preparazione.
Secondo un’altra ricerca condotta dall’Agenzia JWT negli Stati Uniti, più del 59% dei Millennials preferisce consumare prodotti biologici con un basso impatto ambientale e il 59 % della popolazione trai 25 e 34 anni utilizza uno smartphone o un tablet per cercare ricette healthy. Il futuro del Fast food è ormai segnato: sempre di più si punterà su cibo sano e veloce e le tabelle dei valori nutrizionali domineranno la scena.

Il fenomeno dello Street Food

Nel mondo 2 miliardi e mezzo di persone mangiano per strada. Se in Asia mangiare per strada presso banchetti e carretti è un’usanza antichissima, in Italia, prima che lo street food diventasse una moda, veniva associato ad un cibo economico e di bassissima qualità. Oggi, invece, è l’espressione della riscoperta della cucina regionale e tradizionale con una ricercata selezione di materie prime di qualità.
In tutto il mondo il “cibo di strada” è in espansione. In Italia l’Osservatorio Confesercenti sulle nuove imprese commerciali ha rilevato un aumento delle start up itineranti di street food: un esercito  passato dalle 1.717 attività del 2013 alle 2.729 attuali.