Focus del Mese

Usa e Cina la guerra dei dazi

15.05.2018

L'alta tensione fra Stati Uniti e Cina condiziona il commercio mondiale, ora cosa accadrà? L'Italia con l'esportazione di vino come può trarre vantaggio da questa situazione?

Il presidente americano ha ufficialmente dato il via all’era dei dazi. Donald Trump è convinto che all'America serva una politica commerciale libera e indipendente dal resto del mondo. Lo scopo è quello di proteggere le aziende americane ed evitare così che vengano persi nuovi posti di lavoro. Avrà però considerato con attenzione gli effetti penalizzanti di questa sua scelta?

Il malcontento arriva dall’oriente

La Cina non ha particolarmente apprezzato l’introduzione dei dazi americani su acciaio e alluminio e non ci ha pensato molto a mettere in atto delle contromosse. Pechino, infatti, ha introdotto dazi su ben 128 prodotti statunitensi, per un valore di 3 miliardi di dollari. Tra le merci tassate: carne di maiale e frutta. Si stima che, se Trump continuasse con la sua linea, un aumento del 25% dei dazi americani potrebbe portare nelle casse statunitensi circa USD 150bn. Questa mossa, però, bloccherebbe più o meno il 30% delle esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti (USD 500bn) e se Pechino, a questo punto, rispondesse nello stesso modo, a farne le spese sarebbe tutto l’export americano in Cina. Nessun vincitore, quindi, nel lungo periodo, ma un unico perdente: la crescita dell’economia globale.

La soia, la carta vincente cinese

Per vincere una guerra, a volte, sono molto importanti le sorti di alcune battaglie. In particolare la Cina potrebbe puntare tutto sull’introduzione di dazi sulle importazioni della soia. L’export di soia USA verso la Cina è di ben 14 miliardi di dollari l’anno, un valore non di poco conto se dovesse svanire a causa dei dazi. Gli stati americani che potrebbero pagare le conseguenze di questi provvedimenti sono una roccaforte elettorale del presidente americano. Un tracollo economico di queste aree rurali potrebbe sicuramente influenzare negativamente il consenso popolare di Trump. Da non dimenticare che il prossimo novembre ci saranno le elezioni di riconferma mandato di medio termine e questo rappresenta il vero vantaggio strategico della Cina rispetto all’amministrazione statunitense: Trump dipende dal voto, Xi Jinping no.

E per l’Italia i dazi americani cosa comportano?

Al momento l’impatto dei dazi su acciaio e alluminio è stato limitato, appena l’1.2% delle esportazioni italiane vanno verso gli Stati Uniti. L’Italia non è però immune da una possibile escalation della guerra dei dazi. I settori più colpiti potrebbero essere l’alimentare, l’arredamento e la moda. Il vino italiano, però, potrebbe brindare alla guerra commerciale tra Washington e Pechino. L’anno scorso, infatti, le esportazioni di vino in Cina hanno raggiunto il massimo storico di oltre 130 milioni di euro. Gli Stati Uniti si sono collocati subito dietro con un valore di 70 milioni di euro. Con l’entrata in vigore di dazi cinesi sull’importazione di vino dall’America, per noi italiani si spalancherebbero le porte a uno scenario veramente allettante.

Cosa succederà ora?

La guerra dei dazi è ormai in atto. Ben presto osserveremo quali saranno le prossime conseguenze, è solo una questione di tempo.