Focus del Mese

Il mercato della moda

20.09.2018

Il mercato mondiale della moda nel 2017 ha registrato un aumento del 4,4% rispetto al 2016. Anche il mercato italiano cresce, trainato in particolare dalle esportazioni. Tante sono le novità che ci aspettano da questo comparto.

Nel 2017 il mercato mondiale della moda si è attestato poco sotto i 1.500 miliardi di fatturato, in salita del 4,4% rispetto all’anno precedente (Report del Consumer Outlook 2018 di Statista). Chi teorizzava una flessione dell’abbigliamento a favore dei beni durevoli ha dovuto ricredersi.

L’abbigliamento femminile è sicuramente il comparto più importante e trova nell’Europa il principale mercato di riferimento. Quasi un terzo del fatturato, infatti, è sviluppato in questa area geografica.

Le consumatrici inglesi si classificano al primo posto per spesa pro capite annua con 492 dollari, sono seguite a ruota da norvegesi, austriache e svizzere. Le donne italiane sono più distanziate e registrano una spesa annua più modesta di 257 dollari.

Secondo un’indagine condotta dal Centro Studi di Confindustria Moda, il primo trimestre 2018 si è aperto con una prosecuzione del trend favorevole registrato lo scorso anno. Si stima, per tutto il comparto moda, un +1,5% rispetto al medesimo periodo del 2017. Un segnale positivo che convince ancor di più gli analisti che prevedono una crescita stabile per i prossimi cinque anni.

Il mercato italiano è in crescita trainato dall’export

Anche in Italia il mercato della moda è in crescita. Il 2017 si chiude con un fatturato di 64,8 miliardi di euro e un + 2,5% rispetto all’anno precedente.

Le esportazioni sono state il fattore che principalmente ha stimolato il mercato italiano. I dati parlano chiaro: +4,3%. La crescita è stata sostenuta, in particolare, dal mercato asiatico e dalla Russia, per la quale si registra un incremento a doppia cifra: +12,8%. Carlo Capasa, presidente della Camera della Moda Italiana, ha parlato del 2017 come di “un anno oltre le attese per l’export”. Grazie all’efficienza, ai prezzi e alla sostenibilità dei prodotti, la moda made in Italy è tornata a brillare non solo in passerella, ma anche in termini commerciali su tutti i mercati internazionali.

Ottime prospettive anche per l’occupazione

Il settore della moda in Italia conta 224.000 imprese con ben 846.000 addetti. La concentrazione maggiore si trova nel nord Italia, dove solo a Milano sono presenti oltre 13.000 imprese attive tra produzione, commercio e design.

Il futuro del mercato moda in termini occupazionali sembra molto promettente. Alessandra Guffanti, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori del Sistema Moda, ha così dichiarato: “le nostre aziende creeranno entro il 2021 circa 40.000 posti lavoro, in questa ottica però è necessario che si creino offerte formative adeguate ai fabbisogni reali del mercato”. Formare nel modo corretto le nuove leve diventa così una priorità per tutto il sistema moda. C’è l’esigenza di nuove figure professionali che nascono soprattutto dai cambiamenti apportati dall’innovazione dell’industry 4.0.

E l’Alta Moda? Quale sarà il suo futuro?

La funzione delle collezioni di alta moda sarà sempre di più quella di comunicare l’esclusività, utilizzando come veicolo principale quello delle sfilate e quello degli strumenti digitali di comunicazione: siti, blog, social network e influncer.

L’alta moda dal punto di vista commerciale è un mercato irrilevante. Si stima, infatti, un fatturato di 650 milioni di euro, che rappresenta l’1% dei 65 miliardi dell’intero comparto della moda. Il parco clienti a livello mondiale si attesta in un range tra le 3.000 e le 5.000 persone.

L’alta moda, quindi, consiste quasi esclusivamente in un investimento di marketing che ha come obiettivo quello di sostenere il prestigio e la notorietà del marchio. Si tratta, però, di un investimento molto costoso. Le passerelle delle fashion week di Milano, Parigi e New York nel tempo sono diventate sempre più dei veri e propri show pensati più per ammaliare gli influencer che per strappare un contratto a qualche buyer.

L’evoluzione del canale retail

Quando si parla di moda è inevitabile considerare come il mondo dell’e-commerce abbia messo in crisi il canale distributivo tradizionale dei negozi. Oggi, il canale retail si sta trasformando completamente per tornare competitivo.

La nuova strategia della vendita di beni di abbigliamento si chiama “omni-channel”, un mix fra l’e-commerce e un’esperienza di shopping tradizionale. I negozi diventeranno sempre di più dei media. Da store si trasformeranno in “storie”. L’obiettivo principale sarà quello di far vivere delle emozioni al consumatore finale e di coinvolgerlo all’interno del “mood” del brand. Alcuni esempi concreti di questi punti vendita del futuro già esistono. L’ultimo colosso della moda ad adottare questa strategia è stato Zara.