Saranno i videogiochi a rendere le criptovalute mainstream?
Fintech

Saranno i videogiochi a rendere le criptovalute mainstream?

I giocatori aumentano e il settore oggi vale già più del cinema. E proprio attraverso i videogame sempre più giovani scoprono le valute virtuali.
Data
05.11.2020

Il mondo dei videogame online da alcuni anni sta provando a sfruttare le nuove opportunità garantite dalla tecnologia blockchain e dalle criptovalute. Un’evoluzione che desta interesse e curiosità non solo nei giocatori e nei produttori di videogiochi, ma anche in chi osserva l’evoluzione delle monete virtuali. La clientela dei videogame è infatti simile a quella che si interessa alle criptovalute e i giochi potrebbero quindi essere la chiave per la loro diffusione nel quotidiano. Un’eventualità da non sottovalutare, data anche la vivacità del settore dei videogiochi negli ultimi anni.

Un settore che vale più del cinema

L’industria del videogame ha un valore di circa 160 miliardi di dollari a livello mondiale, in crescita del 9,3% rispetto a un anno fa. In poco più di sei anni il valore di questo settore è raddoppiato e si prevede che continui a crescere anche in futuro. Un giro d’affari che supera anche quello del cinema, nonostante molti dei giochi più popolari, come Minecraft (480 milioni di giocatori), Fortnite (350 milioni) e League of Legends (110 milioni), siano gratuiti. Solo in Italia fra hardware (consolle) e software (giochi) il volume di mercato è di 1,8 miliardi di euro.

Dai gettoni alle criptovalute

Sempre più giochi stanno integrando al loro interno delle criptovalute, spesso create appositamente per un determinato gioco. In alcuni videogiochi diffusi online le criptovalute possono essere utilizzate per fare acquisti all’interno del gioco o scambi fra i giocatori, ma in certi casi possono anche uscire dal gioco, permettendo ai giocatori di convertire le criptovalute guadagnate in altre monete virtuali più diffuse, come i Bitcoin.

Fantasy, carte collezionabili e non solo

Fra i giochi con criptovalute più popolari ci sono Splinterland, un gioco di carte collezionabili, Upland, che simula il funzionamento del mercato immobiliare, e Crypto Dinasty, un gioco di ruolo con ambientazione fantasy. Tutti, oltre ad utilizzare le criptovalute, utilizzano la blockchain, il suo meccanismo di registri condivisi e distribuiti e gli smart contract per ospitare il gioco, garantire la finitezza delle risorse interne al gioco (e quindi il loro valore) e verificare che non ci siano imbrogli.

Un fenomeno ancora di nicchia

Oggi un gioco di successo basato su blockchain e criptovalute conta ancora mediamente poche migliaia di giocatori mensili e una circolazione di alcune migliaia di dollari al mese. I numeri sono ancora lontani da quelli dei best-seller come Fortnite, ma ciò che interessa gli osservatori più della diffusione di questi giochi è la possibilità che attraverso questo mezzo sempre più giovani familiarizzino con il mondo delle criptovalute.

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