Perchè l’Europa prepara l’Euro digitale
Fintech

Perchè l’Europa prepara l’Euro digitale

Sono “come le banconote, ma digitali” e potrebbero essere emesse già nel 2021, ma non chiamiamola criptovaluta.
Data
15.04.2021

“L’Euro appartiene agli europei e noi ne siamo i guardiani. Dobbiamo essere pronti a emettere un Euro digitale”. Con queste parole la presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde ha spiegato il lancio di un ambizioso progetto di evoluzione della moneta unica europea, che potrebbe essere sperimentato già nel corso del 2021: l’Euro digitale.

Cosa è l’Euro digitale?

Una moneta digitale erogata e garantita dalla Banca Centrale Europea (BCE) e con un valore stabile, soprattutto se paragonato alla volatilità dei Bitcoin o di altre criptovalute. “Come banconote, ma digitali”, sintetizza la BCE. Rientra quindi fra le CBDC, le valute digitali emesse dalle banche centrali. Una scelta in più per aziende e consumatori, per rendere più semplici e veloci i pagamenti, senza sostituire il contante, ma affiancandolo. Una soluzione pensata per un mondo sempre più immateriale, per permettere alle persone di avere sempre accesso a un metodo di pagamento non solo semplice e a costo zero, ma affidabile e universalmente accettato.

Perchè serve un Euro digitale

La BCE in un lungo report ha spiegato i motivi che l’hanno spinta a immaginare questa innovazione dell’Euro. L’Euro digitale, si legge, sostiene e incoraggia la digitalizzazione dell’economia europea e lo sviluppo di nuovi metodi di pagamento, una trasformazione che ha subìto un’accelerazione in quest’ultimo anno; è una risposta al sempre maggiore abbandono del contante; permette pagamenti digitali sicuri e nel rispetto della privacy; permette di ridurre il rischio che un disastro naturale o una nuova pandemia metta in crisi il normale sistema di pagamenti; è la risposta alla nascita di nuove valute digitali, pubbliche e private, che potrebbero minare la sovranità monetaria europea e la stabilità economica dell’eurozona.

Una criptovaluta europea? Non proprio

L’ultimo dei motivi che ha spinto la BCE a sperimentare l’Euro digitale riguarda proprio la concorrenza di altre valute immateriali e fa sorgere una nuova domanda: perchè l’Euro digitale sarebbe diverso dai Bitcoin e da altre criptovalute? Oltre a vari aspetti tecnici e legali, il motivo principale è la presenza di un ente centrale che lo controlla e lo eroga, ovvero la BCE, che è proprio l’aspetto che le criptovalute più note vogliono aggirare. E poi il prezzo, che rimane stabile, a differenza di Bitcoin, Ethereum e altre valute simili, che subiscono forti oscillazioni di prezzo, attraendo e allo stesso tempo spaventando investitori e consumatori. Ma i veri “concorrenti” dell’Euro digitale sono in realtà Diem, la criptovaluta di Facebook, e i progetti simili.

L’Europa contro le “stablecoin”

Sin dall’annuncio della nascita di una criptovaluta di Facebook (al tempo si chiamava Libra, ora è stata rinominata Diem) le istituzioni europee hanno espresso perplessità. Diem rientra nelle cosiddette “stablecoin” private, ovvero valute digitali non emesse da Stati, ma il cui valore viene reso stabile legandolo a quello di altri beni, come ad esempio il valore di un’altra valuta tradizionale. L’Europa vede in queste valute un pericolo, perché renderebbero più difficile controllare la sicurezza dei pagamenti e meno efficaci le politiche monetarie pensate per garantire stabilità finanziaria all’Unione Europea. 

Per tutti questi motivi, il 2021 potrebbe essere l’anno della nascita dell’Euro digitale. Perché, come si legge sul sito della BCE, “la nostra valuta deve essere adatta al futuro, e non fare niente non è un’opzione”.

Condividi su

Newsletter Esagon

Un appuntamento mensile per rimanere sempre aggiornati su economia, finanza, lifestyle e temi green.

Mi iscrivo