Il Coronavirus segna la fine del contante? Pagamenti digitali: l'Italia è pronta a questa sfida?
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Il Coronavirus segna la fine del contante? Pagamenti digitali: l'Italia è pronta a questa sfida?

L’emergenza sanitaria scatenata dal SARS-CoV-2 ha portato l’Italia ad avvicinarsi con rapidità alle tecnologie emergenti nei pagamenti digitali e gli italiani ad adottarle con prontezza nella loro vita quotidiana.
Data
23.07.2020

Nuove tecnologie sicure per nuove generazioni

La necessità di rispettare il distanziamento sociale ha dato un nuovo impulso a fenomeni già in corso, come la propensione agli acquisti on-line e l’evoluzione delle metodologie di pagamento ad essi collegate.

Potendo contare su una generazione cresciuta insieme alle nuove tecnologie, quella dei “gen Z” i giovani nati a partire dal 2000, i pagamenti digitali sono entrati nelle case degli italiani per far fronte a una necessità ma anche per la loro facilità d’uso, sicurezza e immediatezza.

A tutela degli utilizzatori di queste modalità di pagamento si stanno formando strategie comuni coordinate dalla Banca dei Regolamenti Internazionali e vigilate a livello europeo da normative quali ad esempio la PSD2, che tutela la sicurezza delle transazioni, dei dati e della privacy dei clienti.

Pagamenti digitali: vero protagonista è lo smartphone

Il primo semestre 2020, sull’onda del boom del commercio on-line, è stato segnato dalla nascita di nuove start-up fintech focalizzate nel fornire tecnologie e soluzioni innovative nel campo dei pagamenti digitali.

Protagonista indiscusso di questo cambiamento è lo smartphone. Nel mercato dell’e-commerce si distingue tra gli smart-payments detenendo il 40% della quota mercato, seguito da PC, tablet e smartwatch.

La sicurezza nell’utilizzo dello smartphone, la sua diffusione e le App sempre più complici e orientate a semplificare i pagamenti, hanno avuto impatto significativo nelle recenti scelte degli italiani.

Si può veramente parlare della fine del denaro contante?

Nel cercare di rispondere a questa domanda, vanno considerati alcuni aspetti economici e culturali.

Gli italiani hanno sempre dimostrato di essere grandi risparmiatori e il denaro contante può rendere più semplice il controllo delle spese per chi non ha dimestichezza con le nuove tecnologie.  

Di contro le limitazioni nei pagamenti in denaro contante a contrasto dell’evasione fiscale e dei fenomeni di illegalità - dal 1 luglio 2020 la soglia massima è fissata a 2.000,00 Euro - spingono gli italiani a ricorrere al denaro contante solo per piccole transazioni. Non ultimo vi è il timore che il denaro contante possa essere un potenziale veicolo di contagio, sebbene ciò non sia stato scientificamente dimostrato.

Possiamo quindi davvero pensare che l’Italia sia pronta a diventare una società cashless, come le più avanzate Svezia e Danimarca? Forse si, la risposta arriva da una necessità impellente e non scontata.

L’innovazione tecnologica per ripartire: il caso dei piccoli e medi commercianti

In questo momento l'economia italiana sta affrontando uno shock senza precedenti, la parola chiave è “ripartire”. Pensando alla vita di tutti i giorni, il piccolo e medio commerciante si trova a dover riconquistare un cliente che per mesi ha potuto contare su sistemi di acquisto e pagamento alternativi, ai quali ormai si è abituato. Mai come ora le fintech arrivano in soccorso non soltanto di chi acquista, ma anche di chi vende.

Nel corso del 2019 del 2020 si sono moltiplicate le società che offrono soluzioni di pagamento innovative, con commissioni nulle o estremamente contenute.  L’abbattimento dei costi per gli esercenti è la soluzione ad un problema già noto, ma diventa anche lo strumento per offrire ai clienti soluzioni di pagamento senza denaro contante, riconquistandoli. Possiamo quindi vedere in queste innovazioni la via per abbattere ulteriormente l'utilizzo del denaro contante e trasformarci in una società cashless.

Come tutti i cambiamenti sociali l'abbandono del denaro contante avverrà gradualmente e con il tempo, ma le nuove generazioni, le nuove tecnologie e le sfide che questo particolare momento storico ci impone sono indubbiamente una forte spinta verso un’Italia sempre più cashless.

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