GAFA
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GAFA

Sanno tutto di tutti, hanno capitalizzazioni in Borsa da record e sono detti "i giganti del web". Sono i GAFA. Scopri di più nell'articolo.
Data
06.03.2020

GAFA, un piccolo e simpatico acronimo per indicare i giganti del web: Google, Amazon, Facebook e Apple. Talvolta si usa indicarli con “GAFAM” per includere Microsoft.  A questi presto potrebbe aggiungersi Huawei che con la sua altissima velocità 5G. The “Big Giants” ad oggi detengono un enorme potere. Il web nel suo insieme dipende da un numero davvero ristretto di aziende.

Chi sono?

Prima lettera dell’acronimo è legata a Google, che nasce nel 1998 e, insieme alla più giovane Facebook nata nel 2004, domina il mercato dell’advertising online. Google domina il mercato della pubblicità online grazie agli annunci sponsorizzati e Facebook soprattutto grazie alla possibilità di targettizzare gli utenti in maniera estremamente dettagliata.
I core business degli altri giganti sono: per Apple il dominio della produzione di materiali informatici, per Apple l’e-commerce e per Microsoft i software.
Ad un gradino leggermente più basso rispetto ai maggiori protagonisti sopra menzionati i NATU: Netflix per l’intrattenimento, Airbnb per il turismo, Tesla per la robotica e Uber per i trasporti.

Informazioni e monopolio

Poiché questi grandi colossi del web riescono di fatto a detenere un ruolo autorevole in tutti gli ambiti - l’economia, la cultura e il costume - si parla di “monopolio”. Da un lato, infatti, sono gli unici fondamentalmente a soddisfare bisogni, come il network per Facebook o l’e-commerce per Amazon, ritenuti primari per la società attuale e perché semplicemente sanno tutto di tutti. È proprio questa la loro arma migliore: hanno una conoscenza smisurata, possedendo dati relativi a miliardi di persone.
Abitudini, interessi, propensione agli acquisti, residenza, lavoro, età…ogni dettaglio, anche il più privato, è in qualche modo condiviso in rete e, quindi, accessibile.
L’abbondanza dei dati è dovuta soprattutto al fatto che da un lato i servizi forniti sono essenziali per tutti, dall’altro che è tutto completamente gratis. L’accesso a tutte le piattaforme è libero.
In America Google, Facebook e Amazon possiedono il 70% dell’advertising online, che ha ormai un valore superiore sia rispetto alla stampa, sia rispetto alla pubblicità televisiva, e l’intero pianeta si sta adeguando a questi numeri.
Questa conoscenza degli utenti senza precedenti e capitalizzazioni in Borsa da record rendono questi giganti dei veri e propri padroni della scena economica mondiale.

Maggiore controllo richiesto

Sembra ormai evidente la necessità di un intervento da parte degli Stati volto a regolamentare l’operato di questi big. Garantire il corretto funzionamento della concorrenza e, quindi, dei mercati è l’unico modo per tutelare aziende e consumatori.
Servono sicuramente misure di tassazione più giuste e in linea con gli altri settori economici. Il primo stato ad aprire la strada di una tassazione più giusta, seppur minima, sui GAFA è la Francia. La nazione di Macron nel 2020, grazie ad una tassa del 3% sulle entrate totali annuali, dovrebbe portare alle casse dello stato all’incirca 650 milioni di euro. La difficoltà per le nazioni di tassare i GAFA sta non solo nel trovarsi di fronte ad aziende dall’impressionante potere economico, ma anche nel fatto che si tratta di attività, in quanto immateriali, risultano difficilmente tracciabili e confinabili all’interno di un determinato perimetro nazionale.

Una ulteriore possibile profonda ferita per la concorrenza è stata palesata dall’accusa del Wall Street Journal contro Amazon. La gallina dalle uova d’oro di Bezos avrebbe modificato gli algoritmi di ricerca per privilegiare i prodotti più redditizi per l’azienda a sfavore di quelli più acquistati più venduti o più ricercati dagli utenti. Un tale funzionamento della piattaforma creerebbe una distorsione del mercato ai danni di aziende e consumatori.

Le future nuove conquiste dei GAFA

I GAFA potrebbero rappresentare una minaccia reale alle porte per gli istituti finanziari tradizionali.
I Big Tech hanno ingenti capitali, nessuno conosce gli utenti meglio di loro, quindi sono esperti nella proposta di esperienze perfettamente customizzate, e possono contare su una base clienti senza eguali.

Il mondo del credito è severamente controllato grazie a regole e norme di legge, mentre le nuove entranti avanzerebbero senza briglie o quasi con la possibilità di agire in maniera indisturbata.

Al momento quel che è certo è che gli sviluppi di questi titani del terzo millennio non tarderanno a regalarci notizie rivoluzionarie.

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