Fintech in Italia
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Fintech italiane: 24° posto per l’Italia nel ranking mondiale e l’impatto della pandemia.
Data
07.07.2020

Secondo lo studio PWC-Net consulting3, il fatturato complessivo delle fintech nel 2018 ammontava a 373 milioni di euro. Il 40% in più rispetto al 2017 dovuto in parte all’aumento del numero di società, in parte all’aumento di fatturato delle società preesistenti.
Nel 2019, secondo l’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano, le startup Fintech nel panorama italiano sono 326. Tra i settori coinvolti i servizi bancari, i servizi tecnologici del mondo finanziario e assicurativo e il Real Estate.

Come si distribuiscono sul territorio italiano le fintech? Secondo i dati della ricerca di Pwc, si concentrano nell’area milanese il 45% delle fintech e l’8% ha sede all’estero.

24° posto per l’Italia

Il nostro bel paese, tuttavia, nel panorama internazionale si colloca solo al 24° posto. Secondo il ranking di Findexable, infatti, in Italia si investe ancora troppo poco sulle Fintech rispetto a USA, primi in classifica, seguiti da Cina, Regno Unito, Australia e India.

L’impatto del Covid-19: i trend positivi

Secondo una ricerca del Politecnico di Milano, il 54% delle fintech non ha registrato impatti negativi in seguito alla pandemia. E per il 19% il Covid-19 ha avuto un impatto positivo. Perché? I motivi sono diversi.

Per prima cosa, le fintech, solitamente startup caratterizzate da un ambiente fortemente innovativo, si sono facilmente adeguate allo smartworking senza subire cali di produttività.

Inoltre, si sono presentate varie opportunità che alcune delle startup fintech sono riuscite a cogliere. Durante il lockdown, infatti, è cresciuto il numero delle aziende e delle persone che si sono avvicinate a soluzioni digital.

I settori in crescita

Con la crisi è aumentata la domanda di credito. Ne hanno beneficiato, quindi, le fintech del credito corporate. Si è inoltre diffusa tra le persone la presa di coscienza che gli eventi negativi sono sempre dietro l’angolo e che un’assicurazione può fare la differenza. Di questo pessimismo si sono avvantaggiate le fintech in ambito assicurativo. Anche il mobile banking e il mobile payment hanno registrato un impatto positivo.

I trend negativi

La pandemia, tuttavia, ha portato con sé anche nel mondo delle fintech tanta negatività. Da un lato l’impossibilità di relazionarsi fisicamente con potenziali aziende clienti. Dall’altro gli investimenti congelati da parte delle aziende che hanno preferito concentrare le proprie risorse su spese strettamente necessarie. Questo ha ridotto drasticamente gli investimenti su nuovi business in ambito Fintech.
Un altro motivo di rallentamento è stato dovuto ai ritardi negli iter autorizzativi da parte di Banca d’Italia. Un freno importante per tutte quelle startup in procinto di lanciare nuovi servizi.

Vedremo, tra luci e ombre, quali saranno i risultati nel mondo delle Fintech di un 2020 indubbiamente ricco di sorprese.

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