Crescita, innovazione, resilienza: il fintech alla prova del Covid
Fintech

Crescita, innovazione, resilienza: il fintech alla prova del Covid

La pandemia di Covid-19 non scalfisce il settore del fintech, anzi, ne mostra la capacità di adattarsi e le molteplici potenzialità, anche in un periodo di grande incertezza e cambiamenti. 
Data
04.02.2021

Nel 2020 il mondo del fintech ha fatto segnare un +12% di transazioni, crescendo soprattutto nei mercati emergenti e nei paesi che hanno applicato un lockdown più stringente. La prova della resilienza di un settore che fa dell’utilizzo del digitale e della sua capacità di rinnovarsi in base alle necessità degli utenti i suoi punti di forza. A rivelarlo è un’analisi realizzata dall’Università di Cambridge insieme alla World Bank e al World Economic Forum per studiare l’impatto dell’emergenza sanitaria sul settore.

Sicurezza, dati e pagamenti guidano il settore

La crescita ha accomunato praticamente tutti i settori del fintech, anche se non in modo uniforme. Fra i servizi che hanno avuto un successo maggiore ci sono quelli della sicurezza, dello scambio dei dati, dei servizi di pagamento e i servizi digitali per il risparmio, che hanno registrato un incremento delle transazioni superiore al 20%. Anche quello del digital banking è cresciuto in modo sostenuto, di oltre il 10%.

I lockdown non fermano il fintech

Significativo che la crescita sia avvenuta soprattutto in quei paesi che hanno messo in campo maggiori restrizioni per contrastare la pandemia. Una prova di quanto il settore si sia adattato alla difficile situazione che ha caratterizzato quasi l’interno 2020 e l’inizio del 2021. Un caso su tutti è quello dei pagamenti digitali, settore che ha segnato un aumento nelle transazioni del 29% nei paesi che hanno applicato lockdown più severi, quasi il doppio di quanto è avvenuto negli altri mercati con minori restrizioni.

Un settore che cambia insieme al mondo

Non è però solo l’inedito contesto della pandemia ad esaltare un mercato basato sul digitale, ma anche la creatività dei suoi protagonisti, che hanno saputo reagire proattivamente, cambiando prodotti, servizi e politiche aziendali per andare incontro alle nuove esigenze del mercato e dei clienti.

Il 60% delle aziende incluse nel report ha lanciato nuovi prodotti o servizi nel 2020 (e un ulteriore 32% ne sta sviluppando), proprio per affrontare il nuovo contesto, dimostrando nei fatti la capacità di adattarsi a tutte le situazioni. Sono tantissime anche le aziende che hanno apportato modifiche a servizi e prodotti già esistenti, ad esempio la riduzione delle commissioni sui pagamenti digitali, fra le innovazioni più gettonate dalle aziende del settore. 

Una rivoluzione che si espande

Tutte le aree geografiche hanno registrato una crescita delle transazioni, ma a fare la voce grossa è la zona del Medio Oriente e del Nord Africa, con un +40%. Seguono il Nord America e l’Africa Sub-Sahariana. Numeri che certificano come la rivoluzione del fintech stia entrando in nuovi mercati, riscuotendo sempre maggiore successo non solo nelle aree più tecnologiche, come Europa, America ed estremo Oriente, ma anche nei cosiddetti mercati emergenti.

Condividi su

Newsletter Esagon

Un appuntamento mensile per rimanere sempre aggiornati su economia, finanza, lifestyle e temi green.

Mi iscrivo