Conosci cosa mangi, grazie alla blockchain
Fintech

Conosci cosa mangi, grazie alla blockchain

Sicurezza, tracciabilità, garanzia d’origine sono elementi sempre più richiesti dagli italiani, soprattutto quando si parla di cibo. Le informazioni scritte sui prodotti aiutano, ma non bastano. Per questo dove non arriva l’etichetta arriva la blockchain.
Data
17.12.2020

Negli ultimi anni è cresciuta la consapevolezza dei consumatori su ciò che arriva sulla propria tavola, e di conseguenza è aumentata la necessità delle aziende di spiegare e garantire la storia dei prodotti alimentari in modo semplice e affidabile. Le informazioni scritte sui prodotti aiutano, ma non bastano. Per questo dove non arriva l’etichetta arriva la blockchain. Sono tante le startup che aiutano i consumatori a fare scelte consapevoli su ciò che acquistano e mangiano, anche in Italia, terra del buon cibo.

Foodchain, tecnologia italiana

Un esempio è l’azienda italiana Foodchain. Grazie ai registri condivisi della blockchain e all’internet delle cose (che permette agli oggetti collegati ad una rete di interagire fra di loro e comunicare informazioni), è possibile immagazzinare in modo rapido informazioni sulla filiera alimentare in modo che siano inalterabili e consultabili da tutti. In questo modo il valore aggiunto della tecnologia blockchain (sicurezza e condivisione) permette ai protagonisti della filiera di ritrovare le informazioni sulla vita del prodotto online e ai consumatori di leggerle facilmente sull’etichetta, grazie a un QR Code. Lo stesso sistema che si utilizza per caffè, prodotti ortofrutticoli e altri alimenti viene applicato anche all’industria tessile, tramite la gemella Textilechain, con lo scopo di difendere l’autenticità del Made in Italy.

Trusty, garanzia di Made in Italy

Uno degli ultimi arrivati è l’italiano Trusty, progetto del VAR group sviluppato con la tecnologia IBM Food Trust. Grazie a Trusty, anche le piccole aziende potranno certificare la storia dei loro prodotti con un sistema completamente gratuito e inconfutabile, grazie proprio alla garanzia data dai protocolli blockchain. Per i consumatori è altrettanto facile accedere alle informazioni necessarie per fare una scelta consapevole. Basterà infatti scannerizzare con lo smartphone un QR code sulla confezione per accedere a tutte le informazioni sulla filiera produttiva, le materie prime utilizzate, le indicazioni sulla lavorazione, data e luogo di provenienza, spedizione, distribuzione, scadenza e non solo. Lo sviluppo ha visto protagonisti 20 brand italiani fra i maggiori produttori di pasta, vino e olio, prodotti per i quali la certificazione delle materie di origine è fondamentale.

Scende in campo IBM

Un ruolo fondamentale lo gioca IBM Food Trust, che fornisce a diverse startup la tecnologia necessaria per la tracciabilità tramite blockchain. IBM è stata infatti fra i primi a comprendere le potenzialità di queste innovazioni in un mercato in cui quasi 3 consumatori su 4 si dicono disposti a spendere di più pur di ricevere informazioni chiare sull’origine e sul processo produttivo dei beni acquistati. Un prodotto su tutti è l’olio di oliva, che ha fatto da apripista in fase di sperimentazione, data l’importanza di conoscere l’origine delle olive e il metodo di lavorazione per poter fare una scelta di qualità. La tecnologia in questo caso aiuta a evitare alterazioni e a garantire a chi fa la spesa di avere sempre davanti un prodotto di alta qualità, non solo sulla carta.

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