Coinbase sbarca in borsa ed è un successo. E ora?
Fintech

Coinbase sbarca in borsa ed è un successo. E ora?

Si apre un’era nuova per le criptovalute, con nuove opportunità e nuovi rischi.
Data
20.05.2021

Il 14 aprile Coinbase ha fatto il suo atteso esordio a Wall Street, ottenendo risultati al di sopra delle aspettative di diversi analisti. Con 85 miliardi di capitalizzazione, Coinbase è subito diventata una delle maggiori 100 aziende quotate negli Stati Uniti e il prezzo delle azioni è subito volato ben al di sopra dei 300 dollari. Solo il tempo ci dirà se Coinbase riuscirà a confermare questi numeri (già nelle settimane successive c’è stato un certo ridimensionamento), ma il successo dell’esordio in borsa ha sollevato tante domande sul futuro delle criptovalute, la cui presenza nell’economia mainstream è sempre più importante.

Cosa è Coinbase?

Ma prima di tutto capiamo di cosa parliamo. Coinbase è il principale exchange americano di criptovalute, “il sito più semplice per acquistare e vendere criptovaluta”, come recita l’home-page della versione italiana. Fondata da Brian Armstrong (di cui avevamo già parlato in queste pagine in quanto uno dei nuovi miliardari in criptovalute) e Fred Ehrsam a San Francisco nel 2012, oggi Coinbase è presente in oltre 100 Paesi, seppur con diversi servizi legati al deposito, all’acquisto e alla vendita di criptovalute. Oggi conta oltre 50 milioni di utenti verificati e ospita transazioni per oltre 300 miliardi di dollari a trimestre.

E ora che succede?

Il successo della quotazione di Coinbase, unito al momento di grande crescita di valore e popolarità dei Bitcoin (per tutto il periodo di marzo-aprile è rimasto costantemente sopra i 40.000$), potrebbe risuonare come un grande incoraggiamento per la concorrenza. Non solo per altre aziende specializzate nella compravendita di criptovalute, ma anche per banche e istituti finanziari più tradizionali, accelerando anche l’avvicinamento dell’economia “mainstream” al mondo delle criptovalute, dopo anni di grande scetticismo. 

La questione commissioni

Ma la possibile crescente concorrenza apre anche una questione molto cara agli utenti di Coinbase, quella delle commissioni. Oggi per acquisti oltre i 100$ su Coinbase la commissione è di circa il 3%, ma scende se l’acquisto è più consistente. Numeri considerati alti, se confrontati a commissioni per servizi simili come l’acquisto di azioni su internet, che su alcune app come Robinhood è gratuito. La crescente concorrenza potrebbe essere un incentivo a ridurle, anche se alcuni osservatori ritengono che non accadrà così rapidamente.

I rischi

Alcuni media specializzati come Forbes ipotizzano anche che questa mossa possa riservare dei rischi per Coinbase, legati alle maggiori attenzioni che le sarebbero riservate. Praticamente, quelli che oggi sono rischi calcolati potrebbero diventare molto più pericolosi per un’azienda così sotto i riflettori. Ad esempio gli affari di Coinbase seguono spesso l’andamento del valore del Bitcoin, e una flessione della maggiore criptovaluta potrebbe causare un significativo calo del giro di affari. Coinbase, come tutto il settore, è inoltre molto vulnerabile ai cambiamenti di regolamentazione. Come reagirebbero gli investitori a un aumento delle tasse sui ricavi dalla vendita di criptovalute, o alla messa al bando di alcune di esse? Tutti quesiti a cui Coinbase dovrà dare risposte già nel prossimo futuro, per soddisfare le grandi aspettative.

Condividi su

Newsletter Esagon

Un appuntamento mensile per rimanere sempre aggiornati su economia, finanza, lifestyle e temi green.

Mi iscrivo