07
febbraio
2020
Esagon Weekly
Le principali news della settimana selezionate da Conto Esagon
Data
07 febbraio 2020
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Focus: un sospiro di sollievo per Trump

È finito bene il processo di impeachment per Donald Trump che alla fine è riuscito a tenersi saldamente la sua poltrona da Presidente. Le accuse di abuso di potere e ostruzione del Congresso non hanno superato la maggioranza qualificata del Senato, servivano 67 voti rispetto ai 100 seggi complessivi. 
L’impeachment era iniziato lo scorso 17 gennaio per indagare sulla telefonata di Trump al Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, durante la quale fece pressioni perché aprisse un’indagine contro Joe Biden, suo potenziale avversario alle elezioni presidenziali del 2020.
A votare in maniera compatta contro Donald Trump sono stati i democratici, tutti i repubblicani, invece, si sono schierati con il loro Presidente con l’unica eccezione del Senatore, Mitt Romney che in tutta la storia degli Stati Uniti, è stato il primo senatore a votare a favore dell’impeachment di un Presidente del suo stesso partito. Romney ha dichiarato di averlo fatto essenzialmente per ragioni di coscienza.
Comunque, considerato improbabile che i senatori Repubblicani non sostenessero il Presidente Trump, il risultato del voto era abbastanza scontato. L’esito era diventato definitivamente chiaro quando il Senato aveva respinto la richiesta dei Democratici di ammettere nuovi testimoni al processo e nuove prove.
Gli investitori finanziari hanno accolto positivamente la notizia facendo schizzare l’indice Dow Jones a un +1,44% nonostante le preoccupazioni per il Coronavirus dalla Cina. È una vittoria che consentirà all’economia americana di crescere ancora, così ha dichiarato Trump: “Il meglio deve ancora venire, con la mia presidenza ho creato 12.000 miliardi di ricchezza finanziaria e più posti di lavoro del mio predecessore”
 
Quello che si è appena concluso è stato il terzo processo di impeachment di un Presidente americano, dopo quelli contro Andrew Johnson nel 1868 e contro Bill Clinton nel 1999. Tutti e tre si sono conclusi con un’assoluzione. Trump è ancora troppo popolare nell’elettorato Repubblicano, il suo consenso ha raggiunto il 49% ed è più alto di quello del suo predecessore Barack Obama a questo punto del mandato. Ora Trump non ha più pensieri e potrà dedicarsi tranquillamente alle prossime elezioni.
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