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Data
12 marzo 2019
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La notizia della settimana
Ufficiale: la BCE continuerà a sostenere l'economia dell'eurozona

Focus: la BCE continuerà a sostenere l'economia dell'eurozona

Era nell’aria da diverso tempo e giovedì scorso è arrivata la conferma ufficiale dalla BCE di dare un nuovo stimolo monetario all’economia.
Da settembre 2019 fino a marzo 2021 sarà immessa nuova liquidità nel sistema finanziario europeo. L’obiettivo è quello di incentivare le condizioni finanziarie per mantenerle positive. Mario Draghi, numero uno della Bce, ha precisato che queste operazioni “rispondono a un’ampia varietà di obiettivi”, ma il principale rimane “l’approvvigionamento delle banche nei prossimi anni”.

Una conseguenza immediata: il rapporto euro/dollaro

Era inevitabile che ci fosse un contraccolpo monetario nel rapporto euro/dollaro. Quando una banca centrale immette liquidità e/o taglia i tassi la rispettiva valuta tende a svalutarsi. E’ quello che è accaduto all’euro.
Il cambio fra euro e dollaro Usa (Eur/Usd) è crollato sui minimi degli ultimi 5 mesi in area 1,12 dollari. Esattamente un anno fa con un euro si potevano acquistare 1,25 dollari. In 12 mesi l’euro si è svalutato nei confronti del biglietto verde di circa un 10%.
L’euro ha perso terreno non solo nei confronti del dollaro, ma anche nei confronti di altre monete come ad esempio lo yen. In generale una perdita di potere di acquisto che era prevista dagli analisti.

Tassi di interesse invariati per tutto il 2019

«Abbiamo deciso di lasciare i tassi di interesse invariati e continuiamo ad attenderci che si mantengano su livelli pari a quelli attuali almeno fino a fine 2019», ha dichiarato Mario Draghi.
Una decisione senza dubbio positiva per tutti coloro che stanno rimborsando mutui a tasso variabile i cui interessi vengono calcolati sulla base dell’Euribor, che ad oggi è negativo. In buona sostanza chi ha stipulato un mutuo a tasso variabile si vedrà sottrarre il tasso allo spread applicato dalla propria banca. Un buon risparmio sugli interessi sui mutui.

Infine stime eurozona a ribasso

La Bce non ha potuto non osservare che è in atto un sensibile rallentamento della crescita dell’Eurozona e che le prospettive sono più deboli del previsto. L’incertezza del sistema economico europeo è molto alta, ma l’ipotesi di una fase di recessione sembra per fortuna ancora lontana.
Le stime di crescita sono state comunque  riviste nuovamente al ribasso per l’area euro. Si parla di un Pil 2019 del +1,1% rispetto all’ipotesi del +1,7% dello scorso dicembre.
I fattori che hanno comportato questa ennesima revisione sono: la situazione commerciale in Cina, l’incognita Brexit e la vulnerabilità dei mercati emergenti. In aggiunta a tutto questo c’è anche una forte preoccupazione per lo stato di salute dell’Italia.

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