04
dicembre
2020
Esagon Weekly
Le principali news della settimana selezionate da Conto Esagon
Data
04 dicembre 2020
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La notizia della settimana
Si torna a parlare di Brexit

Focus: Si torna a parlare di Brexit

Ormai siamo a meno di un mese dalla fine della fase di transizione fissata per il prossimo 31 dicembre quando effettivamente prenderà il via la Brexit. Il Primo ministro britannico, Boris Johnson appare più che ottimista e crede fermamente che un accordo di libero scambio con l’Ue possa essere raggiunto con i negoziati che sono attualmente in atto.

Il portavoce del governo, Allegra Stratton, ha dichiarato in una conferenza stampa che il team negoziale britannico guidato da David Frost sta lavorando duramente per raggiungere un accordo condiviso e sarà improbabile un “no deal” con un rinvio delle trattative nel 2021.

Più freddo è il parere del caponegoziatore Ue, Michael Barnier, che ritiene ancora incerta la possibilità di trovare un accordo commerciale con Londra. Sono diversi i nodi ancora da scogliere.

Un punto molto delicato che contrappone Unione Europea e Gran Bretagna è senza dubbio l’accordo commerciale sulla pesca. Nell’Ue i pescherecci di ogni Paese hanno libero accesso alle acque degli altri, ma la pesca di ogni specie è legata a precise quote che vengono stabilite ogni dicembre. Una volta uscita dall’Unione Europea, la Gran Bretagna propone di discutere ogni anno con Bruxelles le quote riservate ai pescherecci degli Stati Ue mentre l’Unione Europea intende mantenere lo stato degli accordi precedenti.

I prossimi giorni saranno decisivi per capire se effettivamente si raggiungerà ad un accordo. Intanto è necessario analizzare con attenzione come si sta muovendo il Regno Unito nei confronti degli altri Paesi extra-Ue.

Dal primo gennaio 2021 entreranno infatti in vigore i nuovi accordi commerciali che la Gran Bretagna sta concordando per garantire la continuità delle attività commerciali delle imprese britanniche.

Tra i Paesi con cui è già stato raggiunto un accordo ci sono il Cile, la Corea del Sud, la Giordania, Israele, il Marocco, gli Stati insulari del Pacifico, la Tunisia e l’Ucraina. Boris Johnson ha ottenuto per il momento un concordato provvisorio con il Canada e uno con il Giappone, che in alcuni settori risulta migliore rispetto a quello stipulato tra il Paese asiatico e l’Unione europea. Rimane, invece, complicato l’accordo con gli Stati Uniti, dove la vittoria di Joe Biden ha rimesso in discussione tutti i negoziati fin qui presi.

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