21
giugno
2018
Esagon Weekly
Le principali news della settimana selezionate da Conto Esagon
Data
21 giugno 2018
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La notizia della settimana
Reazioni caute dopo Singapore

Reazioni caute dopo Singapore

Le notizie più importanti della scorsa settimana sono legate alle due banche centrali più importanti del mondo: Banca Centrale Europea e Federal Reserve. La BCE ha dichiarato che il suo programma di acquisto di bond finirà entro l’anno. Una notizia che accontenta i cosiddetti “falchi” tedeschi che da sempre premevano per avere una data certa per il termine del Quantitative Easing. Non ci sarà però nessun aumento dei tassi d’interesse prima del secondo semestre 2019. Questo permetterà più margine di manovra al consolidamento della ripresa economica europea. Un effetto immediato si è però già avuto: quello dell’apprezzamento del dollaro e la discesa dei rendimenti delle obbligazioni in Europa. Il rendimento del Bund decennale è arrivato a 0.4%, e l’EURUSD a 1.16.

Politica monetaria di BCE e FED verso la normalità

Dall’altra parte dell’oceano invece, la FED ha alzato i tassi di 25 bps come da attese (federal funds al 2%) e ha espresso fiducia sullo stato dell’economia americana. Questo è il secondo rialzo da inizio anno e probabilmente ci saranno altri due interventi nel 2018 e tre nel 2019. Le politiche monetarie europee e statunitensi sembrano ormai indirizzate verso una strada chiara.

Reazioni caute dopo l’accordo di Singapore

La stretta di mano al vertice di Singapore tra Trump e Kim Jong Un c’è stata, ma i mercati hanno reagito non in modo “bullish” come speravano gli analisti. Si è verificato un andamento neutro/positivo. L’indice azionario MSCI USA è cresciuto dello 0.5%, l’MSCI Europe (ex-UK) si è mosso leggermente in campo positivo + 0.4% e l’MSCI Emerging è invece diminuito del 2%. Da notare che anche la Cina, il miglior mercato azionario da inizio anno con +6.4%, ha fatto registrare una battuta d’arresto. In questo caso però a pesare sono stati l’arrivo dei dati macroeconomici cinesi che hanno sorpreso negativamente insieme alla guerra dei dazi con gli USA.

Petrolio e rame in calo

Il prezzo del barile è in discesa del’1.8% a quota USD 75.9 e il rame è in calo del 2.1%. Saranno delle prese di beneficio degli investitori o effettivamente queste commodities stanno rallentando? Staremo a vedere.

Da monitorare questa settimana

La settimana si apre con un nuovo meeting dei governatori delle banche centrali mondiali a Sintra in Portogallo. Un appuntamento dove si attendono conferme sugli attuali sviluppi delle politiche monetarie internazionali. Mercoledì 21 in arrivo invece il dato Eurozone Consumer Confidence Index e giovedì 22 giugno riflettori puntati sulla riunione dell’OPEC. Tutti sono a caccia di informazioni preziose sul futuro del petrolio.

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