16
ottobre
2018
Esagon Weekly
Le principali news della settimana selezionate da Conto Esagon
Data
16 ottobre 2018
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La notizia della settimana
Mercati azionari in forte flessione

Focus: mercati azionari in forte flessione

Nella scorsa settimana si è registrata una battuta d’arresto importante per tutti i principali listini azionari del mondo. I mercati sono stati estremamente instabili e gli investitori hanno preferito disinvestire. La volatilità, rappresentata dall’indice VIX (indice che esprime le aspettative del mercato sulla volatilità nel corso dei prossimi 30 giorni), è arrivata a circa 28,8 punti, il massimo da febbraio 2018 ed il doppio rispetto ai minimi di agosto. Un dato significativo che testimonia che qualcosa sta cambiando.

Le borse hanno così reagito chiudendo tutte in forte calo: MSCI China -7,4%, MSCI Emerging -5,5%, MSCI Europe -5,1%, MSCI USA -6%, MSCI Japan -4,2%.

Il Presidente Trump, a seguito del mercoledì nero di Wall Street, è sceso addirittura in campo per rassicurare gli investitori e ha dichiarato: “È una correzione in un mercato al rialzo, probabilmente è salutare. Passerà». Poi ha puntato il dito contro la Fed e la politica di rialzi graduali dei tassi di interesse: “È impazzita! Non mi piace quello che sta facendo, non penso ci sia bisogno di andare così veloci sui tassi. Non abbiamo un problema di inflazione”.

L’attacco frontale portato avanti dal numero uno della Casa Bianca alla Fed sembrerebbe avere però più un fine politico. Le elezioni di metà mandato sono ormai alle porte e Trump vuole massimizzare la sua probabilità di successo.

La questione Def trascina a ribasso i titoli italiani

In Italia la situazione non è migliorata e la Borsa è colata a picco a causa della questione Def. L’Europa non apprezza e gli sforzi del Ministro Tria non bastano per tranquillizzare i mercati. La Borsa italiana lascia così sul campo il 6,8% e lo spread BTP- Bund intorno ai 300 punti. Quello che preoccupa sono anche i commenti che arrivano dalle agenzie di rating. Mark Zandi, capo economista di Moody’s Analytics, non solo è critico nei confronti della manovra economica, ma fa intendere che il declassamento dell’Italia potrebbe essere alle porte. In un’intervista infatti sentenzia: "È logico aspettarsi che le preoccupazioni sull'Italia manifestate in questi giorni dai mercati si rifletteranno anche nelle prossime valutazioni delle agenzie di rating". All’orizzonte momentaneamente non c’è nulla di buono.

Il petrolio in calo

La corsa del petrolio sembrerebbe essersi fermata. Il prezzo al barile è diminuito del 5,1%, arrivando a USD 80,26 dopo che l’OPEC ha abbassato le stime di crescita per la domanda sia per quest’anno, sia per il 2019. Fino alla settimana scorsa gli analisti scommettevano che il petrolio arrivasse ai 100 dollari per la fine di quest’anno, ora le stime dovranno per forza essere riviste.

Per quanto riguarda le altre commodities, ci sono buone notizie per l’oro che ha archiviato un’ottima performance settimanale, +2%, mentre per quanto riguarda il rame le quotazioni sono state altalenanti e ha registrato un calo dello 0,8%.

Una turbolenza da monitorare

Difficile dire quale sia il singolo elemento che abbia scatenato questa turbolenza sui mercati, forse una combinazione di fattori: i timori per un rallentamento dell’economia globale, le tensioni nei paesi emergenti, la guerra dei dazi oppure le previsioni a ribasso sulla crescita mondiale da parte del Fondo Monetario Internazionale. Le prossime tre settimane saranno cruciali. In arrivo ci saranno moltissimi dati macroeconomici e i risultati delle società quotate da poter analizzare e interpretare. Per gli analisti ci sarà molto lavoro da fare.

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